Informativa sull'utilizzo dei cookie

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Accetto

L’altra sponda del conflitto: le scrittrici italiane e la prima guerra mondiale

Quando si considera la letteratura di guerra, in Italia come in altri paesi, si pensa immediatamente alla produzione degli scrittori-soldato. In Italia più che altrove, si fa ancora fatica a includere gli scritti di donne sulla prima guerra mondiale nel genere della letteratura di guerra anche per via del fatto che si tende a considerare il fronte di combattimento e il fronte interno come due entità separate. A poco più di cento anni dall’intervento, questo articolo si propone di fornire una mappatura del contributo delle scrittrici italiane alla letteratura sulla Grande Guerra e al dibattito sul conflitto, e di riflettere sulle ragioni per cui gli scritti di donne sulla guerra siano rimasti a lungo ignorati in molti paesi belligeranti e in particolar modo in Italia.

When thinking about war literature, in Italy as well as in other countries, that which comes to mind immediately is trench literature produced by men. In Italy, even more so than elsewhere, studies tend to exclude women’s writings on World War I from war literature. This is in great part due to the fact that Italian literary scholars tend to see the internal front and the battlefront as separate entities. A century after Italy’s entry into World War I, this article aims to chart the contribution of female authors to the discourse on World War I. In addition, it reflects on why women’s writings on the Great War have remained marginalized for numerous decades, in Italy as well as in other belligerent countries.

Documento senza titolo

Scarica l'articolo completo

Articolo completo

Fai clic sull'icona del file a lato per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.

Acquista questo articolo

Per acquistare solo questo articolo, fai clic sul pulsante e sarai reindirizzato sul sito Casalini nel quale potrai effettuare l'acquisto e scaricare il singolo articolo.

Abbonati alla rivista

Se vuoi abbonarti, o vuoi regalare l'abbonamento alla rivista per un anno, fai clic sul pulsante e sarai reindirizzato sul sito Palumboeditore dove potrai richiedere l'abbonamento.

allegoria74

«Natale Pirovano, nato a Besana Brianza nel 1895, combatte sul fronte italiano durante la prima guerra mondiale, viene preso prigioniero all’inizio del 1918 e deportato nel campo di prigionia di Milovice, dove muore il 21 febbraio dello stesso anno a causa di un edema da fame. La cartolina che riportiamo in copertina è di quelle prestampate della Croce Rossa, ha le righe numerate e una intestazione in tedesco, «Nicht zwischen die Zeilen schreiben» (‘Non scrivere tra le righe’). Spedita priva di testo, questa è, in ordine cronologico, l’ultima di un piccolo gruppo di cartoline che Pirovano invia alla famiglia durante il breve periodo trascorso nel campo di prigionia prima della sua morte. Carlo Pirovano, figlio del fratello di Natale, ha condiviso questo materiale sul portale Europeana dedicato alla prima guerra mondiale: http://www.europeana1914-1918.eu/it/contributions/16198».

Tema

Presente

Il libro in questione

Tremila battute