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«la guerra è bella, basta non la fare». Narrativa modernista e Grande Guerra

La narrativa modernista italiana non ha assunto la Grande Guerra come uno dei suoi temi privilegiati. Nell’opera di Svevo, Pirandello, Tozzi, ecc. solo alcune pagine sono dedicate al conflitto, o alcune novelle. E più in generale i romanzieri modernisti si espressero contro l’intervento italiano nel conflitto. Il motivo di questa avversione risiede nel fatto che molti modernisti vedevano nella guerra l’esplosione dell’irrazionalità e del disordine del mondo.

 

Italian Modernist Fiction isn’t focused on the First World War. In fact in Svevo, Pirandello, Tozzi’s novels only few pages are dedicated to the Italian events of 1915-1918. The reason of this marginality is that in Italian Modernist writers opinion, the war represented the triumph of the irrationality and of the disorder.

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«Natale Pirovano, nato a Besana Brianza nel 1895, combatte sul fronte italiano durante la prima guerra mondiale, viene preso prigioniero all’inizio del 1918 e deportato nel campo di prigionia di Milovice, dove muore il 21 febbraio dello stesso anno a causa di un edema da fame. La cartolina che riportiamo in copertina è di quelle prestampate della Croce Rossa, ha le righe numerate e una intestazione in tedesco, «Nicht zwischen die Zeilen schreiben» (‘Non scrivere tra le righe’). Spedita priva di testo, questa è, in ordine cronologico, l’ultima di un piccolo gruppo di cartoline che Pirovano invia alla famiglia durante il breve periodo trascorso nel campo di prigionia prima della sua morte. Carlo Pirovano, figlio del fratello di Natale, ha condiviso questo materiale sul portale Europeana dedicato alla prima guerra mondiale: http://www.europeana1914-1918.eu/it/contributions/16198».

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Tremila battute