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Il critico, o il punto di vista dell’autore

Sono molto riconoscente agli organizzatori di questo convegno, e in particolare a Michel Zink, di aver invitato un sociologo: non è un segreto per nessuno che sociologia e letteratura non vanno molto d’accordo, e, a dispetto delle apparenze, non penso che la colpa sia della sociologia.

Oggi vorrei sottoporvi una serie di riflessioni al fine di dimostrare che la sociologia, e più in generale le scienze storiche, possono contribuire non solo a una migliore conoscenza della letteratura, ma anche a una migliore diffusione e ricezione delle opere letterarie, che è una delle preoccupazioni che ci riuniscono qui. Penso che la sociologia soffra di un’immagine estremamente falsa e al contempo tenace che ostacola la comprensione e la ricezione dei suoi lavori.

Si tratta di un’immagine ben radicata – in vita mia l’ho incontrata mille volte – nella mente di molti professori e anche di molti scrittori, e impedisce, mi pare, che scrittori e critici facciano propri i risultati della sociologia, che sono meno incompatibili con la letteratura di quanto superficialmente si potrebbe credere.

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allegoria74

«Natale Pirovano, nato a Besana Brianza nel 1895, combatte sul fronte italiano durante la prima guerra mondiale, viene preso prigioniero all’inizio del 1918 e deportato nel campo di prigionia di Milovice, dove muore il 21 febbraio dello stesso anno a causa di un edema da fame. La cartolina che riportiamo in copertina è di quelle prestampate della Croce Rossa, ha le righe numerate e una intestazione in tedesco, «Nicht zwischen die Zeilen schreiben» (‘Non scrivere tra le righe’). Spedita priva di testo, questa è, in ordine cronologico, l’ultima di un piccolo gruppo di cartoline che Pirovano invia alla famiglia durante il breve periodo trascorso nel campo di prigionia prima della sua morte. Carlo Pirovano, figlio del fratello di Natale, ha condiviso questo materiale sul portale Europeana dedicato alla prima guerra mondiale: http://www.europeana1914-1918.eu/it/contributions/16198».

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Tremila battute