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Padri e figli nel romanzo degli anni Zero. Considerazioni critiche sul «complesso di Telemaco»

L’articolo prende in considerazione i recenti contributi di Massimo Recalcati sul rapporto tra padri e figli, nei quali vengono esaminati, anche attraverso l’analisi di romanzi e film degli anni Zero, l’evaporazione della funzione paterna nella società contemporanea e il venir meno del conflitto intergenerazionale. A partire da una diversa interpretazione di alcuni dei romanzi menzionati dallo psicoanalista, nonché di altre opere narrative contemporanee, l’autore mette in discussione alcune delle tesi di Che cosa resta del padre? e del Complesso di Telemaco.

The article takes into account Massimo Recalcati’s recent essays on the relationship between fathers and children, in which, through the analysis of novels and films of the “Zero years”, he describes the evaporation of paternal function in contemporary society and the disappearance of the intergenerational conflict. Starting from a different interpretation of some of the novels mentioned by the psychoanalyst, as well as other contemporary narrative works, the author question some of the theses of Che cosa resta del padre? and Il complesso di Telemaco.

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  «A fine 1984, dopo che una ventina di editori americani lo avevano rifiutato, Il sistema periodico esce in America: editore Schocken Books, traduzione di Raymond Rosenthal (onore al merito, ricordiamo questi nomi). Sulla jacket, sulla sovraccoperta del libro (la parola inglese è più bella) erano stampati tre brevi giudizi elogiativi: si mettono sempre, per fare pubblicità con un nome famoso che il pubblico americano già conosca e apprezzi. Tutti e tre quei giudizi erano di scrittori italiani: Italo Calvino, Umberto Eco, Natalia Ginzburg. Sarebbero bastati? si sarà chiesto l’editore. Sono stati loro a innescare la fortuna di Levi negli USA? ci possiamo domandare noi, oggi 2017. La risposta la sappiamo: non fu merito loro. Fu che, per un caso fortuito (uno di quei casi che ti possono salvare la vita, come prendersi la scarlattina in Auschwitz proprio quando i nazisti hanno deciso di evacuare il campo trascinando tutti i prigionieri sani in una marcia durante la quale i quattro quinti di loro moriranno, stremati o fucilati), Saul Bellow, americano di origine ebraica, Nobel per la letteratura nel 1976, notorio cattivo carattere, lesse in bozze The Periodic Table e dettò non più di cinque-sei righe di praise che cominciarono a circolare, si direbbe oggi, in modo virale (a circolare per giornali, agenzie stampa, mezzi di comunicazione: da notare che quelle cinque-sei righe non sono stampate sulla jacket del libro), e bastarono a creare un caso editoriale, un pubblico di lettori, una fortuna critica».

Domenico Scarpa

Teoria e critica

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