Informativa sull'utilizzo dei cookie

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Accetto

Anticipazioni

Alessandro Rossetto, "Piccola patria"

[Italia, 2013]

Piccola patria è per certi aspetti un film coraggioso. Racconta, con uno stile anticonvenzionale e senza ricorrere a un vernacolo addomesticato, un’area dell’Italia poco esplorata dal cinema: la provincia veneta. Ed è un film ambizioso, l’esordio nella finzione del documentarista padovano Alessandro Rossetto. Le riprese si sono svolte in Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia; i personaggi parlano diverse varietà di dialetto. Le riprese aeree che aprono e chiudono il film – accompagnate da una potente composizione corale di Bepi De Marzi – sono come la copertina di un libro in cui si vuole raccontare in modo corale il profondo Nord Est. La narrazione “debole” e la giustapposizione, senza soluzione di continuità, di immagini documentaristiche e finzionali sembrano mirare alla presentazione, più che alla rappresentazione, della realtà sociale nel suo manifestarsi.

Leggi tutto

Annalisa Izzo, "Telos. Il finale del romanzo dell'Ottocento"

[Liguori, Napoli 2013]

Il libro prende le mosse da una domanda apparentemente banale, ma sulla quale la critica letteraria, in special modo di area anglosassone e francese (da Frank Kermode a Philippe Hamon), si è soffermata spesso, con importanti risultati interpretativi: che apporto dà il finale del romanzo all’intera narrazione e all’impianto ideologico che soggiace ad essa? La chiusura delle vicende narrate, infatti, non solo appaga la curiosità del lettore, ma, soprattutto, lo rassicura sul fatto che ogni vicissitudine, nel libro come nella vita di tutti i giorni, accada per un motivo e che dietro il disordine degli eventi si celi sempre un significato plausibile e rassicurante.

Leggi tutto

Aleksandar Hemon, "Il libro delle mie vite"

[trad. it. di M. Balmelli, Einaudi, Torino 2013]

Sradicamento e integrazione. Noi e loro. Sono queste le dorsali tematiche che percorrono la produzione letteraria dello scrittore bosniaco di lingua inglese Aleksandar Hemon, e che ritroviamo nel suo ultimo lavoro, Il libro delle mie vite. Da Spie di Dio (Einaudi, 2000)a Il progetto Lazarus (Einaudi, 2010), ciò che accomuna questi testi è il tema dell’immigrazione, dello sradicamento e della difficoltà implicita nel vivere sospesi tra due lingue, due continenti e due identità («Il punto non è dove ti senti a casa, il punto è quale casa senti tua» scrive Hemon, pp. 92-93).

Leggi tutto

"L'épuisement du biographique?"

[a cura di V. Broqua e G. Marche, Cambridge Scholars Publishing, Cambridge 2010]

Alle soglie dell’era 3.0, passare inosservati equivale a rivendicare un’autonomia che le nuove tecnologie pongono di continuo in dubbio, subordinando a forme di protagonismo non sempre ricercate individui e gruppi, le cui esistenze sembrano dover dipendere dal grado di visibilità acquisito in rete, dunque nella sfera pubblica.

Leggi tutto

Edoardo Winspeare, "In grazia di Dio"

[Italia 2014]

In grazia di Dio, scritto e diretto dal regista pugliese Edoardo Winspeare (autore di Pizzicata, 1996; Sangue vivo, 2000; Il miracolo, 2003; Galantuomini, 2008) racconta l’Italia, e la sua crisi, collocando la narrazione a sud, come stanno facendo alcuni dei film italiani più interessanti degli ultimi tempi (per esempio È stato il figlio, di Ciprì; Salvo, di Grassadonia e Piazza; o Il sud è niente, di Mollo).

Leggi tutto

Paolo Zublena, "Giorgio Caproni. La lingua, la morte"

[Edizioni del Verri, Milano 2013]

Sin dai suoi esordi, la scommessa di Giorgio Caproni è stata quella di incardinare i propri testi su un numero contenuto di macrotemi, spesso immediatamente riconoscibili. E pur di restare in scena, talvolta, questi temi hanno dovuto accettare anche di essere rimodellati non poco. Nel suo ultimo libroPaolo Zublena riflette da vicino, come indica lo stesso titolo, sulla tematizzazione della morte nei versi del poeta livornese.

Leggi tutto

Robert Musil, "Il redentore"

[a cura di W. Fanta, trad. it. di A. Vigliani, introduzione di L. Reitani, Marsilio, Venezia 2013]

Benché la critica abbia mostrato come Musil non sia da considerarsi autore unius libri, è però corretto affermare che lo scrittore austriaco dedicò tutta la sua esistenza alla redazione dell’Uomo senza qualità, i cui primi progetti risalgono addirittura al 1900. Alla morte dell’autore, nel 1941, il lascito relativo al capolavoro incompiuto, che includeva bozze e appunti per la conclusione della terza parte e la redazione della quarta, nonché stesure e abbozzi preliminari, comprendeva diecimila pagine manoscritte. Recente punto di approdo della complessa e intricata filologia musiliana è l’edizione digitale delle opere, portata a termine nel 2009 da un gruppo di lavoro dell’università di Klagenfurt coordinato da Walter Fanta. Il presente volume si basa appunto sul testo ricostruito da Regina Schaunig per l’edizione digitale e, come spiega Luigi Reitani nella puntuale introduzione, presenta un «testo narrativo rimasto incompiuto e frammentario, databile al 1921-22, che rappresenta una delle versioni preliminari dell’Uomo senza qualità».

Leggi tutto

Piero Weiss, "L'opera italiana nel '700"

[Astrolabio, Roma 2013]

Nel non vastissimo panorama di testi validi dedicati al Settecento operistico italiano, il libro di Weiss si impone per numerose ragioni. Sottolineerei, intanto, l’ampiezza dello sguardo storico-ricostruttivo, che prende in esame lo sviluppo dell’opera dai dibattiti seicenteschi fino ai primordi romantici. La vastità, inoltre, dell’interessamento geografico, che non si limita allo studio dell’opera napoletana (come in Robinson), ma indaga a fondo anche quella veneziana e, da qui, le sue risonanze internazionali. Meritano un plauso, inoltre, la completezza dell’approccio e la passione espositiva, essendo, il primo, frutto di una preparazione completa e pluridisciplinare, il secondo, di un coinvolgimento militante e provocatorio.

Leggi tutto

Philip Roth, "I fatti. Autobiografia di un romanziere"

[trad. it. di V. Mantovani, Einaudi, Torino 2013]

A venticinque anni dall’apparizione americana, Einaudi torna a pubblicare – dopo l’immediata traduzione italiana per le edizioni Leonardo del 1989 – I fatti. Autobiografia di un romanziere, la prima di quattro opere autobiografiche scritte da Philip Roth tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, che compongono un’altra tetralogia sui generis (dopo la “trilogia con epilogo” dedicata al personaggio di Zuckerman) che comprende Inganno (1990), Patrimonio. Una storia vera (1991) e Operazione Shylock: una confessione (1993).

Leggi tutto

Massimo Scotti, "Storia degli spettri. Fantasmi, medium e case infestate fra scienza e letteratura"

[Feltrinelli, Milano 2013]

Storia degli spettri di Massimo Scotti è un vero e proprio campionario di tutte le credenze antropologiche, i racconti popolari e le opere sul fantastico. Il tema della casa infestata serpeggia nella letteratura mondiale sin dall’antichità e le storie sugli spettri sono caratteristiche di molte civiltà. Attraverso una vastissima bibliografia, Scotti ripercorre la storia delle rappresentazioni di questa dimensione parallela, indagandone ogni sfaccettatura e interpretazione. Diviso in tre parti, il saggio si apre con l’analisi di un’epistola pliniana, la ventisettesima del settimo libro, e, passando in rassegna un materiale plurimillenario, arriva all’analisi di film e serie televisive il cui tema è, appunto, lo spiritismo.

Leggi tutto

Luca Daino, "Fortini nella città nemica. L'apprendistato intellettuale di Franco Fortini a Firenze"

[Unicopli, Milano 2013]

In più occasioni, in poesia e in prosa, Franco Fortini ricorre all’antonomasia «città nemica». Firenze è la città nemica in due liriche di Foglio di via, ma anche in una recensione del 1940 ai racconti dell’amico Piero Santi. L’aggettivo esibisce un’incompatibilità con l’ambiente in cui Fortini ha trascorso la giovinezza e che, com’è noto, ha eluso anche grazie all’influsso di Giacomo Noventa. Con il saggio Fortini nella città nemica Luca Daino guarda da vicino proprio gli anni fiorentini di Franco Lattes, la sua attività intellettuale e la sua produzione artistica tra il 1935 e il 1941. Il materiale preso in considerazione è molto vario, comprendendo poesie e racconti, scritti di critica d’arte e opere grafiche.

Leggi tutto

Francesco Pecoraro, "La vita in tempo di pace"

[Ponte alle Grazie, Milano 2013]

Non è facile dare una lettura equilibrata di La vita in tempo di pace, senz'altro uno dei romanzi italiani più importanti, per ambizioni e per esiti, usciti dopo il volgere di millennio; la difficoltà si manifesta a libro chiuso, quando, ammirati per la sua potente architettura fitta di vita e di pensieri, ci si deve chiedere che cosa questo libro faccia al lettore, quale tipo di reazione chiami; e soprattutto se su questo versante non si rifletta un problema, etico e concettuale, con cui l'autore è stato severamente impegnato.

Leggi tutto

Frederick Wiseman, "At Berkeley"

[Usa 2013]

Trentacinquemila studenti, quattromila docenti, tremilacinquecento corsi, una fulgida storia testimoniata da ventinove premi Nobel. Come funziona la più prestigiosa università pubblica del mondo? È quello che cerca di capire Frederick Wiseman – mostro sacro del documentario, da quasi cinquant’anni impegnato nell’esplorazione delle istituzioni americane – in At Berkeley, presentato all’ultima Mostra del cinema di Venezia e finora uscito solo negli Stati Uniti e in Francia.

Leggi tutto

Paolo Tortonese, "L'Homme en action. La représentation littéraire d'Aristote à Zola"

[Classiques Garnier, Paris 2013]

Che nessun tentativo di analisi o di storia delle teorie letterarie occidentali, se seriamente condotto, possa prescindere dal confrontarsi con la Poetica di Aristotele è un dato di fatto condiviso, ma a che cosa ci si riferisca quando si parla di “categorie aristoteliche” è un punto che trova gli studiosi tutt’altro che concordi, un elemento di ambiguità che viene continuamente rideterminato a seconda dei contesti, e talvolta semplicemente affidato al senso comune e alla generica concezione dell’aristotelismo veicolata dalla tradizione. Partendo da questa constatazione, L’Homme en action di Paolo Tortonese compie un gesto di grande valore critico: risalire alle origini della teoria aristotelica dell’arte, e della mimesis in particolare, per poi ripercorrere le fasi della sua trasmissione attraverso i secoli e in particolare i passaggi che hanno portato (attraverso una storia che è «en partie l’histoire d’une dégradation doctrinaire», p. 73) i suoi nuclei teorici principali a evolversi e mutare a seconda delle stagioni culturali, assumendo pian piano la forma con cui sono giunti fino a noi.

Leggi tutto

Pierre Bourdieu, "Homo Academicus"

[trad. it. di A. De Feo, prefazione di M. Giannini, postfazione di L. Wacquant, Dedalo, Bari 2013]

Un «trattato delle passioni accademiche», così Bourdieu, con l’ironia fredda che si impara lentamente ad apprezzare nelle sue pagine, definisce questo importantissimo lavoro uscito nel 1984; un trattato che, attraverso una «prosopografia dei professori universitari», arrivi a tracciare le coordinate del campo accademico, istituendo una rigorosa logica classificatoria che si tiene distinta, già col metterla in chiaro, dalla logica classificatoria vigente all’interno del campo stesso. L’accademia infatti – e questo è uno dei motivi che rendono più interessante, e difficile, lo studio di Bourdieu – produce per conto suo un complicato sistema cerimoniale di accreditazione simbolica, e un elaborato apparato di valutazione che deve stabilire i confini, e gerarchizzare le zone, dello spazio universitario, lavorando alla sua perpetuazione, e selezionando i soggetti degni di entrare a farne parte.

Leggi tutto

Elio Pagliarani, "Tutto il teatro"

[a cura di G. Rizzo, Marsilio, Venezia 2013]

«Il lavoro da fare è tanto e urgente: questa introduzione vuole essere anche un invito a tutti coloro che, letti i testi qui raccolti, vogliano farsi avanti, ed essere della partita». Così Gianluca Rizzo nel saggio introduttivo («Attivare l’inerzia della carne è già protesta». Il teatro di Elio Pagliarani) al volume che raccoglie, per le sue cure, il teatro (e non solo) di Elio Pagliarani.

La «partita» a cui si riferisce Rizzo consiste nel portare allo scoperto i nodi peculiari che nell’opera di Pagliarani legano strettamente poesia e teatro, nodi la cui esistenza era già visibile ma la cui consistenza è ora possibile indagare più in profondità tanto nel merito quanto nell’ancor più interessante metodo.

Leggi tutto

John Williams, "Stoner"

[trad. it. di S. Tummolini, Fazi, Roma 2012]

Pubblicato con scarsa eco nel 1965, Stoner di John Williams è diventato negli ultimi anni un vero caso letterario; eppure sin dalle prime asettiche righe l’autore sottolinea quanto la vicenda narrata sia scialba e trascurabile. Nato nel 1891 da una famiglia di contadini poverissimi, mandato a studiare Agraria nella vicina Università del Missouri, William Stoner verrà travolto da un evento che cambierà la sua vita: la scoperta improvvisa ed epifanica, durante un corso obbligatorio di Letteratura Inglese, del significato di un sonetto di Shakespeare. Si tratta del sonetto LXXIII, dedicato all’autunno: «In me tu vedi quel periodo dell’anno / Quando nessuna o poche foglie ancora resistono / […] Questo in me tu vedi, perciò il tuo amore si accresce / Per farti meglio amare ciò che dovrai lasciar fra breve».

Leggi tutto

Italo Calvino, "Sono nato in America… Interviste 1951-1985"

[a cura di L. Baranelli, introduzione di M. Barenghi, Mondadori, Milano 2012]

Non sempre le interviste valgono come immediati autocommenti alle opere: talvolta anzi possono depistare la critica; in altri casi ne confondono lo sguardo schiacciando i testi sul biografismo. Ciò malgrado, le dichiarazioni d’autore restano importanti, perché riaprono il varco tra il linguaggio e l’esperienza da cui si forma la scrittura: aiutano, dunque, a comprendere i modi, le intenzioni, persino le falsificazioni dell’io all’opera. Nel caso di Calvino, poi, si tratta anche di più, cioè della tensione tra mondo scritto e mondo non scritto che non è soltanto un’occasione, ma la qualità di pensiero e di vita di un’intera attività: «sono convinto d’essere sempre lo stesso in ogni cosa che scrivo, ma di non esserci tutto».

Leggi tutto

"The Glamour of Italian Fashion 1945-2014"

[Victoria and Albert Museum, Londra, 5 aprile-27 luglio 2014; catalogo The Glamour of Italian Fashion since 1945, a cura di S. Stanfill, V&A Publishing, London 2014]

L’allestimento e il catalogo della mostra The Glamour of Italian Fashion sono organizzati secondo due serie di criteri. Una serie è legata al tipo di materiale o al genere a cui è destinato il capo di abbigliamento o l’accessorio: si trovano esposti insieme capi e accessori in pelle o in lana, di moda femminile o maschile. La serie di criteri dominante è però quella storica e geografica. Chi visita la mostra o legge il catalogo ripercorre la storia e la geografia della moda italiana a partire dal secondo dopoguerra fino al presente.

Leggi tutto

"Storia europea della letteratura francese"

[a cura di L. Sozzi, Einaudi, Torino 2013]

A fronte dell’aggettivo fieramente inserito nel titolo, la storia della letteratura francese curata da Sozzi ha ben poco di “europeo”, se con questo termine si intende un approccio costante finalizzato a «dar corpo all’idea della salda unità della cultura europea, della comunanza dei problemi, delle esigenze, delle aspirazioni» (ma lo stesso accadeva con l’altra Storia europea di Einaudi: quella italiana pubblicata da Asor Rosa). Né le eccezioni che saltuariamente si incontrano (particolarmente rilevanti nelle pagine sul XVII secolo, con acute riflessioni dedicate a Tasso e Marino) possono conferire ai due tomi un impianto comparatista o vicino alla World Literature (o più correttamente European Literature): ci si trova di fronte, invece, a una storia letteraria che non travalica mai – metodologicamente – i confini imposti dalla letteratura nazionale.

Leggi tutto

  • 1
  • 2