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Canone contemporaneo: I racconti di Alice Munro

Gianfranca Balestra

La narrativa di Alice Munro rappresenta un caso di realismo esistenziale problematico, aperto a sperimentazioni moderniste e postmoderniste. Il saggio si propone di indagare la scrittura elusiva dell’autrice canadese e di identificare i meccanismi che ne costituiscono la cifra stilistica, la complessità dietro l’apparente semplicità, le sottili manipolazioni del realismo tradizionale, 

gli esiti altamente innovativi della forma racconto. L’analisi traccia a grandi linee l’evoluzione della sua narrativa mettendone in luce alcuni tratti esemplari: l’identità canadese,  la sottile frontiera fra autobiografia e finzione, la messa in scena della soggettività femminile, i percorsi della memoria, la struttura complessa dei racconti e le variazioni della tecnica narrativa, le frammentazioni temporali e la moltiplicazione dei significati.

Alice Munro’s stories represent a case of problematic existential realism, open to modernist and postmodernist experimentation. The essay investigates the elusive writing of the Canadian author and tries to identify some of the devices  that shape her style, the complexity behind simplicity, the subtle manipulation of traditional realism, the formal innovations  of the short story genre. The analysis outlines the evolution  of her narrative and highlights some exemplary traits: the Canadian identity, recurring themes and plots, the subtle border between autobiography and fiction, the representation of female subjectivity, memory processes, complex narrative structures and technical variations, time fragmentation and multiplication of meanings. 

Daniela Brogi

Questo articolo si compone di tre parti: la prima (Trame della memoria) discute il modo particolare con cui l’opera di Munro racconta  il passato trasformandolo in un’esperienza formale del tempo. La composizione per blocchi separati, per ellissi e i movimenti all’indietro dei suoi racconti configurano un procedimento memoriale non “epifanico” ma “episodico”. La seconda parte dell’articolo (Il Canada e la scrittura come immagine degli anni) è dedicata alla posizione di Munro nel contesto dell’importante letteratura in prosa canadese. La terza parte (Making a story) invece si occupa di un racconto, Dimensioni (Troppa felicità, 2012), per discutere meglio il concetto munroviano di storia come atto che non precede mai la scrittura, ma prende forma e significato dalla composizione del testo.

This article consists of three parts: the first discusses the particular way in which Munro tells the past, transforming it into a textual experience of time. The structure of her stories, which are organized by separate blocks, by ellipses and by movements jumping forth and back in time, does not define her memorial modality as an “epiphanic moment”, but rather as an “episodic memory” . The second part of the article discusses Munro’s position in the context of the most important Canadian literary prose. The third part deals with Munro’s short story Dimensions (Too much happiness, 2012), in order to analyse the concept of making story, namely the idea that short story is an act that does not exists before writing, but takes shape and meaning from the text composition.

Chiara Licata

Il presente articolo analizza Tricks, uno dei racconti più interessanti di Alice Munro, tratto dalla raccolta Runaway, mettendo  in  luce  le  modalità  messe  in  atto  dalla  scrittrice  nella costruzione delle sue storie: l’estraneità rispetto alla rigidità delle categorie (né novelshort story, ma una sorta di forma ibridata, la «long short story»), il rifiuto di ridurre la scrittura ad una semplice ricognizione di dati fenomenici, il desiderio di indagare il modo in cui si modula la complessità del reale. I racconti della Munro in tal modo si rivelano essere molto più di resoconti di una tranche de vie o aneddoti: non si esauriscono nella rivelazione di un moment of being, ma, nella loro fluvialità intermittente, diventano il luogo deputato alla costruzione dell’identità non solo dei personaggi, ma anche del lettore e dell’autore, riuscendo in poche pagine a tracciare la traiettoria di un’esistenza, a riannodarne i fili attraverso episodi cruciali e momenti culminanti.

By focussing on the analysis of Tricks, one of the most interesting among Alice Munro’s stories from the collection entitled Runaway, the article highlights the way the writer builds her stories. Her work is not readable through a rigid categorization of genres (her stories are neither novels nor short stories, but rather a sort of hybridized form: the «long short story»); Munro also refuses to consider narrative fiction merely as a retelling of phenomenal data, and rather intends to investigate the way the complexity of reality is modulated. In few pages Alice Munro succeeds in tracing the exact trajectory of a life through crucial episodes and highlights. This way, Munro’s stories turn out to be much more than reports of a tranche de vie or simple anecdotes: they are not meant to be just the revelation of a «moment of being», but in their torrential discontinuity, they become the place designated to the construction of the characters’, the reader’s and the author’s identities.

Maria Anna Mariani

Il saggio esplora la struttura porosa e enigmatica di un racconto esemplare di Munro, Carried Away (‘Travolto dai sentimenti’), incluso nella raccolta Open Secrets (‘Segreti svelati’). L’analisi si concentra soprattutto sul flashback finale, che permette alle possibilità trascurate dalla narrazione di infiltrarsi nelle ultime righe della storia, riaprendone la trama. Il flashback disfa così la catena degli eventi raccontati, recuperando le direzioni escluse dall’esistenza di Laura, la protagonista, e moltiplicando idealmente le occasioni della vita umana.

This essays explores the porous and enigmatic structure of one exemplar short-story by Alice Munro, Carried Away, included in the collection Open Secrets. The analysis focuses especially on the final flash-back, which allows for the possibilities neglected by the narration to seep through the last lines of the story, reopening its plot. In this way, the flashback undoes the chain of the narrated events, recovering the directions excluded from the protagonist’s life, Laura, and ideally multiplying the occasions of human life.

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Allegoria n.69-70

Memory is the way we keep telling ourselves our stories – and telling other people a somewhat different version of our stories. We can hardly imagine our lives without a powerful ongoing narrative. And under neath all these edited, inspired, self-serving or entertaining sto ries there is, we suppose, some big bulging awful mysterious entity called THE TRUTH, which our fictional stories are supposed to be pok ing at and grabbing pieces of. What could be more interesting as a life’s occupation?

(Alice Munro)

sommario

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Il tema: Il racconto italiano del secondo Novecento

Teoria e critica

Canone contemporaneo

Tremila battute