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Per una scienza delle opere

D.: «C’est en lisant qu’on devient liseron». «Se fossi famoso come Paul Bourget, mi esibirei tutte le sere in perizoma in una rivista di varietà, e vi garantisco che farei il pienone». Si trovano molti eserghi nelle Regole dell’arte, e quelli che ho appena citato sono di una causticità corrosiva! Citare Queneau e Cravan è un modo di eludere la censura del discorso scientifico?

R.: È un modo di esprimere il mio rapporto con l’arte, o, se preferisce, la mia maniera di amare l’arte… Oppure, è lo stesso, la mia profonda antipatia per i ciechi adoratori della “creazione” o del “creatore”. Le fonti da cui ho tratto le citazioni dimostrano che si trova più spesso questo rifiuto del feticismo tra i “creatori” che tra i commentatori: perlomeno tra quegli artisti che amo particolarmente, probabilmente per la loro libertà nei confronti del personaggio dello scrittore o dell’artista, e dunque verso se stessi, libertà che è una delle condizioni (forse la prima) della libertà nei confronti dei poteri sociali.

Questa disinvoltura, che produce uno sguardo realista – che non significa disincantato o disincantante – sul mondo dell’arte e della letteratura, è meno distante dallo sguardo scientifico del compiacimento narcisistico di coloro che trovano nella celebrazione del culto sacerdotale dell’arte una maniera di celebrare se stessi, di esaltare la profondità della loro cultura e del loro spirito…

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allegoria55

Allegoria n.55

«Allegoria» ha sempre cercato di restare fedele al progetto che è implicito nel suo nome – usare la letteratura per parlare di altro, per dire qualcosa di significativo sulla vita individuale e collettiva –, ma negli ultimi tempi è stato sempre più difficile rispettare un simile programma.

Non è un caso che l’unico grande dibattito da cui la critica letteraria europea è stata attraversata di recente abbia rigurdato proprio la crisi della critica letteraria: la sua oggettiva marginalità, la sua incapacità di suscitare interesse, la sua angustia intellettuale.

Per fronteggiare meglio un simile stato di cose, per rilanciare la discussione teorica e lo spirito militante di «Allegoria», abbiamo deciso di aprire una nuova serie, la terza. Vorremmo far uscire la critica dal suo isolamento specialistico e riportarla nell’ambito generale della cultura.

Vorremmo proporre un nuovo modello di discussione intellettuale e suscitare l’interesse dei critici, degli scrittori e dei lettori che condividono questo progetto, e in particolare di coloro che si sono formati negli anni del postmoderno.

In questo fascicolo la prima sezione è dedicata a Pierre Bourdieu, autore di opere che hanno proposto un’originale teoria materialistica della cultura. Seguono un saggio di Hans Blumenberg sul romanzo, inedito in italiano, due importanti inediti di Amalia Rosselli, un’intervista ad Andrea Zanzotto e scritti su Cunningham, Malick, Siti.

Editoriale

sommario

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
Fai clic su un titolo di sezione per espandere l'indice degli articoli contenuti.

Il tema: Pierre Bourdieu e la sociologia della letteratura

Teoria e critica

Il presente

Canone contemporaneo

Il libro in questione

Insegnare letteratura

Tremila battute