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Michael Cunningham, Carne e sangue, 1995

Nel generale movimento di ritorno al realismo che caratterizza le zone più vitali della narrativa negli ultimi due decenni, Michael Cunningham occupa uno spazio importante, accanto ad altri autori americani come Philip Roth, Don DeLillo e Jonathan Franzen, che valgono a fare degli Stati Uniti il centro propulsivo di questa tendenza; dalla quale il nostro paese pare per il momento soltanto sfiorato.

Soprattutto nelle sue opere migliori, a Cunningham riesce di riassorbire l’eredità del minimalismo, con la sua attenzione ai dettagli del quotidiano e la sua propensione al mélo, all’interno della grande tradizione modernista. Quest’ultima impone alla scrittura una consapevolezza etica: narrare vuol dire tentare il senso della vita, interrogare la realtà.

Conciliando come Roth realismo e modernismo, Cunningham risulta un autore classico: cosciente della responsabilità di chi scrive, e capace di vedere il mondo così com’è, un mondo di contraddizioni e di rapporti di forza.

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allegoria55

Allegoria n.55

«Allegoria» ha sempre cercato di restare fedele al progetto che è implicito nel suo nome – usare la letteratura per parlare di altro, per dire qualcosa di significativo sulla vita individuale e collettiva –, ma negli ultimi tempi è stato sempre più difficile rispettare un simile programma.

Non è un caso che l’unico grande dibattito da cui la critica letteraria europea è stata attraversata di recente abbia rigurdato proprio la crisi della critica letteraria: la sua oggettiva marginalità, la sua incapacità di suscitare interesse, la sua angustia intellettuale.

Per fronteggiare meglio un simile stato di cose, per rilanciare la discussione teorica e lo spirito militante di «Allegoria», abbiamo deciso di aprire una nuova serie, la terza. Vorremmo far uscire la critica dal suo isolamento specialistico e riportarla nell’ambito generale della cultura.

Vorremmo proporre un nuovo modello di discussione intellettuale e suscitare l’interesse dei critici, degli scrittori e dei lettori che condividono questo progetto, e in particolare di coloro che si sono formati negli anni del postmoderno.

In questo fascicolo la prima sezione è dedicata a Pierre Bourdieu, autore di opere che hanno proposto un’originale teoria materialistica della cultura. Seguono un saggio di Hans Blumenberg sul romanzo, inedito in italiano, due importanti inediti di Amalia Rosselli, un’intervista ad Andrea Zanzotto e scritti su Cunningham, Malick, Siti.

Editoriale

sommario

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
Fai clic su un titolo di sezione per espandere l'indice degli articoli contenuti.

Il tema: Pierre Bourdieu e la sociologia della letteratura

Teoria e critica

Il presente

Canone contemporaneo

Il libro in questione

Insegnare letteratura

Tremila battute