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«La Cousine Bette» e il realismo allegorico

La Cousine Bette, scritta in un periodo in cui lo schema classificatorio della Comédie Humaine non sembrava più adeguato ai propri contenuti, si caratterizza per una prodigiosa espansione della tradizionale “esposizione”. Il finale di quest’ultima, mettendo in scena un desiderio gratificato e uno frustrato, suggerisce l’unità tematica dell’opera: mentre Bette incarna la frustrazione, la negatività, lo stesso desiderio di morte – una linea tematica che viene distribuita anche tra altri personaggi femminili –, Hulot esprime la forza dell’Eros.

La simmetria degli istinti richiede un terzo personaggio, Madame Hulot, che funziona come coscienza o Io, ed è da questo polo che derivano il sentimentalismo e l’ideologia politica di Balzac. Balzac ci mostra il processo attraverso il quale i personaggi si trasformano in allegorie, e riesce a registrare questo sistema istintuale grazie alla natura preindividualistica della sua opera.

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allegoria56

Allegoria n.56

«Si dovrà certamente riconoscere come il contributo più caratteristico della letteratura del XIX secolo il fatto che quest’epoca abbia tentato per prima di rappresentare l’uomo nell’intera estensione della sua realtà quotidiana.

Soltanto in questo ambito, ovvero nel cosiddetto realismo, l’attività letteraria possiede un legame costantemente vivo con le altre espressioni dell’esistenza degli uomini contemporanei, con la loro scienza, la loro tecnica, la loro economia e con i loro desideri e i pensieri che per lo più li assorbono completamente».

(Erich Auerbach, Romanticismo e realismo)

sommario

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Il tema: Il secolo di Auerbach

Teoria e critica

Il presente: gli intellettuali oggi

Canone contemporaneo

Il libro in questione

Insegnare letteratura

Tremila battute