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Federico Bertoni, Realismo e letteratura. Una storia possibile

Nell’avvicinare un libro dalle prospettive così ampie, credo sia opportuno andare per ordine, e tentare di affrontare le questioni centrali cominciando semplicemente (banalmente) dalla Premessa, dove l’autore fa qualche dichiarazione programmatica sull’impianto complessivo del libro.

Innanzitutto, scrive Bertoni, questo libro non è né una «teoria generale », né una «storia sistematica» del realismo; non potrebbe esserlo, d’altra parte, senza dovere ricorrere a scorciatoie o a definizioni inevitabilmente generiche: oggetto del libro è semmai – sono sempre parole dell’autore – «un’inquieta riflessione sulla letteratura» e sul suo «ambiguo, paradossale rapporto» con ciò che chiamiamo realtà.

Poi Bertoni resta fedele all’assunto: si interessa proprio di quello che mi pare sia il punto fondamentale di interesse, il «rapporto» tra il mondo della finzione e il luogo in cui sembra avere origine, il cosiddetto mondo della realtà. Tuttavia, cercando di illustrare questo rapporto in una prima parte di «approssimazione teorica» e in una seconda di «percorso storico», Bertoni traccia anche una linea evolutiva, fa necessariamente i conti con la storia e prospetta un percorso di tipo diacronico.

(Sebastiana Nobili)

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Allegoria n.56

«Si dovrà certamente riconoscere come il contributo più caratteristico della letteratura del XIX secolo il fatto che quest’epoca abbia tentato per prima di rappresentare l’uomo nell’intera estensione della sua realtà quotidiana.

Soltanto in questo ambito, ovvero nel cosiddetto realismo, l’attività letteraria possiede un legame costantemente vivo con le altre espressioni dell’esistenza degli uomini contemporanei, con la loro scienza, la loro tecnica, la loro economia e con i loro desideri e i pensieri che per lo più li assorbono completamente».

(Erich Auerbach, Romanticismo e realismo)

sommario

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Il tema: Il secolo di Auerbach

Teoria e critica

Il presente: gli intellettuali oggi

Canone contemporaneo

Il libro in questione

Insegnare letteratura

Tremila battute