Informativa sull'utilizzo dei cookie

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Accetto

I nuovi assetti della narrativa italiana (1996- 2006)

Negli ultimi dieci anni il movimento della narrativa italiana nel suo complesso ha conosciuto mutamenti significativi, effettuando scelte figurali spesso contrapposte alle tendenze che avevano segnato il quindicennio precedente. Siamo in presenza di un diffuso rinnovamento categoriale, all’interno del quale è forse possibile individuare il primato di alcune specifiche costanti: scelte formali, strutturali e linguistiche che accomunano autori anche molto diversi per età, gusto, orientamenti di poetica – e che sembrano reagire, più o meno criticamente, e con diversi livelli di consapevolezza, al processo di mediatizzazione che investe ormai tutti i linguaggi dell’arte, e che pone la letteratura in una condizione di particolare imbarazzo. In questo panorama ancora in evoluzione particolarmente interessanti risultano le trasformazioni che dalla metà degli anni Novanta riguardano il tempo del racconto, le tecniche di montaggio, la scansione modulare del testo.

Il romanzo italiano, o buona parte di esso, si abitua alla velocità, alla frammentarietà, alla performatività; abbandona i modelli linguistici della tradizione letteraria; rinnova in senso enfatico e teatrale i propri temi; rinuncia, spesso, alla esposizione lineare e tradizionalmente narrativa degli eventi per approdare a esiti centrifughi, ellittici, a volte trans-testuali. La catastrofe formale che ne deriva da un lato allontana il baricentro del romanzo dai parametri del racconto postmoderno italiano degli anni Settanta e Ottanta; dall’altro prepara il terreno per quello che pare il luogo privilegiato dalla nostra ricerca narrativa attuale – la messa a punto, tra fiction e non fiction, di nuovi effetti di reale, capaci di rappresentare in modo organico un presente impastato di irrealtà.

Documento senza titolo

Scarica l'articolo completo

Articolo completo

Fai clic sull'icona del file a lato per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.

Acquista questo articolo

Per acquistare solo questo articolo, fai clic sul pulsante e sarai reindirizzato sul sito Casalini nel quale potrai effettuare l'acquisto e scaricare il singolo articolo.

Abbonati alla rivista

Se vuoi abbonarti, o vuoi regalare l'abbonamento alla rivista per un anno, fai clic sul pulsante e sarai reindirizzato sul sito Palumboeditore dove potrai richiedere l'abbonamento.

allegoria57

Allegoria n.57

È finito il postmoderno? Stiamo assistendo, in letteratura e al cinema, a un ritorno alla realtà, dopo decenni di ripiegamenti metalinguistici e ironie manieristiche?

Che spazio possono avere le forme del realismo di fronte all’irrealismo dei media?

Sta nascendo un nuovo impegno? Scrittori, registi e critici italiani fra i trenta e i quarant’anni riflettono sul significato del romanzo e del cinema di oggi.

sommario

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
Fai clic su un titolo di sezione per espandere l'indice degli articoli contenuti.

Il tema: Ritorno alla realtà? Narrativa e cinema alla fine del postmoderno

Il presente

Canone contemporaneo

Il libro in questione

Insegnare letteratura

Tremila battute

Repliche