Informativa sull'utilizzo dei cookie

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Accetto

Guy Debord, La società dello spettacolo, 1967

L’espressione “società dello spettacolo” è ormai entrata nell’uso comune per definire e giustificare i fenomeni mediatici più disparati. Eppure, come Guy Debord rilevava in quello che a buon diritto può essere considerato il suo chef-d’oeuvre, della società dello spettacolo i mezzi di comunicazione di massa rappresentano soltanto «la manifestazione superficiale più opprimente» (La Société du Spectacle – d’ora in poi Sds – § 24), e non ne costituiscono affatto la struttura essenziale.

All’analisi di tale struttura Debord si era invece dedicato almeno dal 1957, quando in un paesino della Liguria, Cosio d’Arroscia, aveva fondato – assieme a Michéle Bernstein, Asger Jorn, Giuseppe Pinot-Gallizio, Piero Simondo, Elena Verrone, Ralph Rumney e Walter Olmo – l’Internationale Situationniste, una delle associazioni più discusse e influenti nel dibattito politico e culturale degli anni Sessanta.

Nata dalle ceneri dell’Internationale Lettriste, movimento sorto da una scissione interna al Lettrisme di Isidore Isou – peraltro provocata dallo stesso Debord – e dell’italiano Movimento Internazionale per una Bauhaus Imaginista (MIBI), l’Internationale Situationiste aveva fatto propria la tesi fondamentale delle avanguardie artistiche e letterarie della prima metà del Novecento, ovvero la necessità di uno stravolgimento radicale e completo della vita quotidiana e «dell’idea borghese di felicità».

(Mariangela Priarolo)

Documento senza titolo

Scarica l'articolo completo

Articolo completo

Fai clic sull'icona del file a lato per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.

Acquista questo articolo

Per acquistare solo questo articolo, fai clic sul pulsante e sarai reindirizzato sul sito Casalini nel quale potrai effettuare l'acquisto e scaricare il singolo articolo.

Abbonati alla rivista

Se vuoi abbonarti, o vuoi regalare l'abbonamento alla rivista per un anno, fai clic sul pulsante e sarai reindirizzato sul sito Palumboeditore dove potrai richiedere l'abbonamento.

allegoria59

Allegoria n.59

Più la necessità viene ad essere socialmente sognata, più il sogno diviene necessario.

Lo spettacolo è il cattivo sogno della moderna società incatenata, che non esprime in definitiva se non il proprio desiderio di dormire.

Lo spettacolo è il guardiano di questo sonno.

(Guy Debord, La Società dello Spettacolo)

sommario

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
Fai clic su un titolo di sezione per espandere l'indice degli articoli contenuti.

Teoria e critica

Il presente - Chiusura e assedio del presente

Canone contemporaneo

Il libro in questione

Insegnare letteratura

Tremila battute

Repliche