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"Atlanti della contemporaneità" (intervista a cura di Isabella Mattazzi)

• Il tema di questa intervista al filosofo e storico dell’arte Georges Didi-Huberman è il rapporto tra pensiero politico e oggetto estetico. A partire dall’opera di Pier Paolo Pasolini, e attraverso un serrato confronto con Walter Benjamin e Giorgio Agamben, Didi-Huberman apre a un’idea di sopravvivenza come concetto chiave per una riflessione su quel che resta del nostro passato e come modalità di recupero e conservazione di ciò che sembra condannato alla sparizione.

• In this interview the philosopher and art historian Georges Didi-Huberman discusses the relationship between political thought and aesthetic objects. Taking Pier Paolo Pasolini’s work as a starting point, and confronting his positions with those by Walter Benjamin and Giorgio Agamben, Didi-Huberman points out the idea of survival both as a key concept in order to reflect upon what is left of our past, and as a means to recover and preserve what looks doomed to disappearance.

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allegoria62

Allegoria n.62

Per quanto sapessero tutti che in epoche tremende l’uomo non è più artefice del proprio destino e che è il destino del mondo ad arrogarsi il diritto di condannare o concedere la grazia, di portare agli allori o di ridurre in miseria, e persino di trasformare la polvere in lager, tuttavia né il destino del mondo, né la storia, né la collera dello Stato, né battaglie gloriose o ingloriose erano in grado di cambiare coloro che rispondono al nome di uomini; ad attenderli potevano esserci la gloria per le imprese compiute oppure la solitudine, la disperazione, il bisogno, il lager e la morte, ma avrebbero comunque vissuto da uomini e da uomini sarebbero morti, e chi era morto era comunque morto da uomo: è questa la vittoria amara ed eterna degli uomini su tutte le forze possenti e disumane che sempre sono state e sempre saranno nel mondo, su ciò che passa e su ciò che resta.

Vasilij Grossman, Vita e destino

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Tremila battute