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Ipermodernità: ipotesi per un congedo del postmoderno

• Il postmodernismo si è esaurito: questo saggio propone di definire ipermoderna la nuova fase, che si è aperta a metà anni Novanta. Essa non segna una frattura violenta con il momento che la precedeva e rivela l’impossibilità sia di uscire dalla logica della modernità, sia di liberarsi da alcune mutazioni che si sono consumate con il postmoderno. La caratterizzano una generalizzata svolta narrativa, negli stessi generi argomentativi e anche al di là dell’egemonia del romanzo; la volontà di distinguere tra fiction e non fiction; il successo dell’autofiction e delle scritture dell’io; il ripensamento del realismo, per effetto dell’invadenza massmediatica; l’emergere di poetiche di documento e di testimonianza; nuove forme di partecipazione civile. Sebbene il centro della ricostruzione sia la letteratura italiana, l’autore considera anche alcuni dei maggiori romanzieri contemporanei di altri paesi.

• In this essay, the author focuses on contemporary Italian literature seen in a transnational perspective. He argues that Postmodernism is over. In the mid-1990s we entered a new phase of cultural history, which he proposes to term Hypermodernity. The author acknowledges that the logic of Modernity and some of its Postmodern developments still impact on Hypermodernity. However, Hypermodernity is characterized by distinctive features, such as: the narrative turn in social and political discourse; the distinction between fiction and non-fiction; the popularity of autofiction and writings of the self; a reassessment of realism; the emergence of documentary poetics and poetics of testimony; new forms of social and political commitment.

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Allegoria n.64

«A partire dalla fine del secolo e poi, con forza crescente, dopo l’attentato alle Torri Gemelle, le contraddizioni materiali a livello planetario sono diventate sempre più acute e sempre più ineludibili […]. Una società che sembrava ormai ignorare il trauma o almeno capace di respingerlo ai margini dell’esperienza quotidiana si trova ormai al centro di colpi e contraccolpi traumatici, di ansie che non riguardano più rischi immaginari (per esempio: di eventuali epidemie) ma fenomeni concreti dell’esistenza, a partire dalla possibilità da parte dei giovani di trovare o di conservare il lavoro». Romano Luperini

Romano Luperini

sommario

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Il tema: la letteratura degli anni Zero

Teoria e critica

Tremila battute