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Ogni fascicolo di «allegoria» è costituito in buona parte da sezioni dedicate a contenuti specifici, programmati e decisi dalla redazione: «Il tema», «Il libro/film in questione», «Canone contemporaneo». Saggi o articoli possono essere proposti per le sezioni «Teoria e critica», «Il presente», «Insegnare letteratura», e verranno valutati sia dalla redazione, sia da valutatori esterni. Consigliamo la lettura dei saggi già apparsi in queste sezioni per capire quali argomenti ci interessano, quale taglio e quale forma di scrittura apprezziamo.

Per inviarci i vostri articoli e i vostri saggi scrivete a 

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e adeguate i vostri testi alle nostre norme redazionali: 

Note

L’esponente di nota va segnato in alto, in corpo minore, dopo gli eventuali segni di interpunzione. Il testo della nota va collocato a piè di pagina.

Citazioni

  • Se lunghe (oltre le due-tre righe) vanno preferibilmente fuori testo, senza virgolette, in corpo minore. Bisogna indicare con chiarezza, a fine citazione, se bisogna ripartire con rientro di capoverso o no.
  • Se interne al testo, si devono usare le virgolette basse (« ») e, per eventuali citazioni presenti all’interno della citazione, le virgolette alte (“ ”); le virgolette alte presenti nel testo citato vengono dunque a loro volta degradate a semplici apici (‘ ’).
  • La lettera iniziale di citazione dev’essere maiuscola o minuscola a seconda delle esigenze del luogo in cui la citazione è inserita, e indipendentemente dalla forma originale. Esempi:
  • Le omissioni vanno sempre segnalate quando si trovano nel corpo della citazione (è necessario farlo quando si trovano all’inizio o alla fine solo nei rari casi in cui l’amputazione violi seriamente l’assetto sintattico o la completezza semantica dell’originale; farlo sempre è a dir poco pleonastico), esclusivamente con tre puntini tra parentesi quadra: [...]. In questo caso bisogna conservare il segno di interpunzione originale presente prima o dopo la parentesi quadra e, se non ve ne sono, aggiungere una virgola o un punto dopo la parentesi quando le necessità sintattiche lo esigano.

Indicazioni bibliografiche

Seguire scrupolosamente i seguenti criteri:

  • Per i libri: Nome (con la sola iniziale puntata) e Cognome dell’autore in tondo con l’iniziale maiuscola, Titolo in corsivo, Editore, Città e data (non separate da virgola), volume (vol.), pagina (abbreviato p., o pp. se più d’una). Si può, volendo, segnalare l’anno della prima edizione (la originale). 

Th. W. Adorno, Minima moralia, Einaudi, Torino 1979, pp. 158-159. 

  • Per i saggi su rivista: Nome (con la sola iniziale puntata) e Cognome dell’autore in tondo con l’iniziale maiuscola, Titolo del saggio in corsivo, in «Titolo della rivista (in tondo tra virgolette basse)», annata, numero, anno, pp.; pagina cui ci si riferisce in particolare.

P. Bürger, Avanguardia: tentativo di una definizione, in «Allegoria», V, 15, 1993, pp. 9-21: p. 9.

  • Per la citazione di un capitolo di una monografia: 

J.-P. Sartre, L’essere e il nulla, Il Saggiatore, Milano 1965, III. 1. «Il primo atteggiamento verso gli altri: l’amore, il linguaggio, il masochismo».

  • Per la citazione di saggi in raccolte d’autore: 

W. Benjamin, Il compito del traduttore, in Id., Angelus novus, Einaudi, Torino 1981, p. 43; G. Lukács, L’«Iperione» di Hölderlin, in Id., Goethe e il suo tempo, Einaudi, Torino 1978, p. 132 (si noti l’uso delle virgolette basse ad indicare il titolo dell’Iperione)

  • Per la citazione di un saggio in raccolta miscellanea: 

H. R. Jauss, La teoria della ricezione. Identificazione retrospettiva dei suoi antecedenti storici, in Teoria della ricezione, a cura di Robert C. Holub, Einaudi, Torino 1989, p. 5. 

  • Per la citazione dei classici, può bastare, quando non siano oggetto di analisi specifica (caso in cui è richiesta l’indicazione dell’edizione impiegata, che dovrà essere possibilmente quella critica), il luogo. Per esempio: Dante Alighieri, Inferno IX, 97 (o anche: Dante, Inf. IX, 97); Giacomo Leopardi, Il risorgimento, vv. 105-106.
  • Quando si ricita la stessa opera già citata alla nota immediatamente precedente, indicare Ivi; solo per indicare il medesimo luogo dell’ultima citazione, indicare Ibidem. Quando invece si cita una nuova opera dello stesso autore citato nella nota precedente, è possibile utilizzare la sigla Id. (o Ead.).
  • Evitare le formule art. cit. o op. cit.; meglio ripetere il titolo seguito da cit., anche in forma scorciata (in questo caso, però, tra titolo e cit. non va virgola). 

Adorno, Minima moralia, cit., p. 33 (il nome è eliminabile dopo la prima volta se non ci sono omonimi). 

Altre indicazioni

  • Uso delle virgolette: basse (« ») soltanto per le citazioni; alte (“ ”) per sottolineature enfatiche o attenuazioni prudenziali (da ridurre davvero al minimo); alte singole, o apici (‘ ’), per spiegazioni di significati (p. es.: frustra = ‘inutilmente’). 
  • Accenti: distinguere perché da cioè, e simili; utilizzare la grafia È e non E’.
  • Corsivi: evitare quelli enfatici; sempre corsive le parole straniere quando non entrate stabilmente nell’uso italiano (non perciò, p. es., computer, sport, flipper, film). Cfr. anche Indicazioni bibliografiche.
  • Secoli e decenni: vanno indicati in tutte lettere e con la iniziale maiuscola (l’Ottocento, gli anni Sessanta, ecc.).

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Se l’uomo è l’aristotelico animale sociale, dovremmo aggiungere che è un animale che traduce. Fa sottotitoli a un film perché chi non conosce la lingua che vi si parla possa ascoltarla e capirla. Vende un frigorifero accompagnato da istruzioni in dieci lingue perché chi lo compra possa usarlo bene. Mette accanto a chi fa un viaggio ufficiale all’estero chi possa mediare fra due lingue e fra due mondi. Mette accanto a una poesia un’altra poesia: nella lingua in cui è stata scritta la prima volta, e in quella in cui viene riscritta, costruendo un ponte fragile ma indispensabile. 

(Pietro Cataldi) 

 

Il libro in questione

Teoria e critica

Il Presente

Tremila battute