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Un commento 2.0

In principio era Manganelli. Che aveva affrontato il problema da par suo e aveva precorso i tempi. Pubblicando, nel 1969, un commento a un testo inesistente: Nuovo commento, costituito da una lunga e intricata serie di note, che si generavano le une dalle altre e si avviluppavano intorno al nulla, metafora parlante di una sovra-interpretazione che rischiava di surclassare il testo, soffocarlo fino al punto di farlo scomparire.

 

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allegoria80

Solo la letteratura poteva mettere a nudo il gioco della trasgressione della legge – senza la quale la legge non avrebbe fine – indipendentemente da un ordine da creare. La letteratura non si può assumere il compito di dare ordine alla necessità collettiva. Non le conviene concludere: «quello che ho detto ci impegna al rispetto fondamentale delle leggi della città»; oppure, come fa il cristianesimo: «quello che ho detto (la tragedia del Vangelo) ci impegna nella via del Bene» (cioè, di fatto, della ragione). La letteratura è anche, come la trasgressione della legge morale, un pericolo. 

Essendo inorganica, è irresponsabile. Niente poggia su di essa. Può dire tutto.

Georges Bataille, La letteratura e il male 

 

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