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Un commento in chiaroscuro

Per complessità linguistica, densità allusiva e istanze enciclopediche, Gadda è senza dubbio il più commentabile tra i grandi narratori del Novecento italiano; il paragone con Joyce, proposto da Contini nel 1934 e poi ribadito da tanti altri, è in questo senso più che fondato. Com’è noto, questa particolare predisposizione alla glossa è stata più volte riconosciuta ed esasperata dall'autore stesso, atraverso la pratica umoristica dell'autocommento - da Severino Diligenti (Un fulmine sul 220) e Feo Averrois (Il castello di Udine) fino agli apparati che accompagnano L'Adalgisa e la prima redazione di Quer pasticciaccio brutto de via Merulana.

 

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allegoria80

Solo la letteratura poteva mettere a nudo il gioco della trasgressione della legge – senza la quale la legge non avrebbe fine – indipendentemente da un ordine da creare. La letteratura non si può assumere il compito di dare ordine alla necessità collettiva. Non le conviene concludere: «quello che ho detto ci impegna al rispetto fondamentale delle leggi della città»; oppure, come fa il cristianesimo: «quello che ho detto (la tragedia del Vangelo) ci impegna nella via del Bene» (cioè, di fatto, della ragione). La letteratura è anche, come la trasgressione della legge morale, un pericolo. 

Essendo inorganica, è irresponsabile. Niente poggia su di essa. Può dire tutto.

Georges Bataille, La letteratura e il male 

 

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