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Il saggismo ambiguo della "Scuola cattolica"

Possiamo prendere sul serio La scuola cattolica di Edoardo Albinati? Cosa chiede al lettore questo volume di 1294 pagine? Cosa vorrebbe essere? Diviso in dieci sezioni, ciascuna titolata con qualche velleità e a sua volta suddivisa in un numero variabile di capitoli, il libro di Albinati si presenta come una narrazione memoriale in prima persona con una debordante ambizione saggistica. Apriamo il libro a pagina 12, la seconda del primo capitolo della prima sezione, e al penultimo rigo, dopo un attacco puramente narrativo tutto all’imperfetto, l’io narrante si lascia andare al suo primo intermezzo commentativo: il ricordo del compagno di scuola Arbus, associato ai turbamenti della pre-adolescenza, innesca una divagazione sul ritardo che studenti e professori accumulano regolarmente durante l’anno scolastico.

Un andamento sentenzioso – che da questo momento in poi non abbandonerà più il lettore – si esercita su un ragionamento non particolarmente appassionante, che sembrerebbe esibire qualche banalità mista a aforismi chesfiorano il kitsch. È la voce di un narratore consapevole di…

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allegoria76

  «Non sono le necessità della riproduzione biologica a determinare l’organizzazione simbolica della divisione sociale del lavoro, e successivamente, di tutto l’ordine naturale e sociale; è piuttosto una costruzione arbitraria del biologico, e in particolare del corpo, maschile e femminile, dei suoi usi e delle sue funzioni, soprattutto nella riproduzione biologica, a offrire un fondamento in apparenza naturale alla visione androcentrica della divisione del lavoro sessuale e della divisione sessuale del lavoro, quindi di tutto il cosmo».

Pierre Bourdieu, Il dominio maschile.

 

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