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Emanuele Zinato - Fra mente e storia

Tra i teorici del Novecento, Francesco Orlando è quello che più coerente­mente ha saputo impiegare strumenti freudiani nell'interpretazione del­le opere, mettendo a frutto i concetti di ritorno del represso e di formazione di compromesso. Per leggere i testi Orlando "riusa" modificandole due nozio­ni capitali della psicoanalisi freudiana: da un lato in luogo di "rimosso" parla infatti di "represso", comprendendo la censura che grava su idee e forme socialmente scomode, e dall'altro definisce la formazione di com­promesso come quella «manifestazione semiotica - linguistica in senso la­to - che fa posto da sola, simultaneamente, a due forze psichiche in con­trasto diventate significati in contrasto» a detrimento della sua accezione clinica. I due strumenti non sono presenti nei lavori di Orlando con la me­desima rilevanza né con la stessa convergenza d'intenti...

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allegoria77

  Come i giochi del bambino, la letteratura apre uno spazio immaginario fondato sulla sospensione o neutralizzazione della differenza tra vero e falso, uno spazio in cui vige il diritto di rispondere al piacere dell’immaginario. L’apertura stessa di un tale spazio costituisce una formazione di compromesso tra le istanze opposte del reale e dell’irreale. Questa ipotesi sulla letteratura in generale vale doppiamente per la letteratura con temi soprannaturali, un ambito che abbiamo già definito due volte immaginario.

Francesco Orlando.

 

Teoria e critica

Canone contemporaneo

Il libro in questione

Insegnare letteratura

Tremila battute