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Matteo Di Gesù - La crisi italiana, i turchi, l'altro: una lettura del XVII canto de/l'Orlando furioso

Il XVII canto dell'Orlando furioso non rientra nel novero dei luoghi ariosteschi irrinunciabili, venendo ritenuto un canto di raccordo necessario all'ordito della narrazione. Tuttavia, l'apostrofe che vi è contenuta merita qualche supplemento di indagine, sulla scorta di alcuni studi recenti. La sua peculiarità va rintracciata nello spazio lette­rario del petrarchismo civile, nel quale questo brano si inscrive, ricavando altre indicazioni preziose per definire il contesto in cui esse vanno collocate e le loro interconnessioni con la cultura letteraria del tempo. Questa rilettura consente di ritenere il tema dell'incontro/scontro con la potenza ottomana e la sua cultura ben più che un'occasionale attualizzazione della materia carolingia del Furioso, ma semmai un motivo carsico che attraversa l'intero poema e che sembra dare voce a un inconscio politico collettivo.

The XVII canto of the poem Orlando furioso is usually considered to be far from essential among Ariosto's settings, as it is rather thought of as a necessary joint between two moments of the narrative plot. Nevertheless, the apostrophe therein deserves additional study on the basis of recent findings. What makes the apostrophe worthy of attention has to be found in its belonging to the literary background of civil Petrarchism, from which further and valuable clues can be deducted in arder to provide better comprehension of their context and of their interconnections with coeva! literary culture. such a reading allows us to re-evaluate the theme of clash/encounter with Ottoman power and culture as something way more significant than a mere casual reenactment of the Matter of France by the Furioso, being rather a karstic element that flows throughout the poem and appears to express the collective politica! unconscious of the time.

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  Come i giochi del bambino, la letteratura apre uno spazio immaginario fondato sulla sospensione o neutralizzazione della differenza tra vero e falso, uno spazio in cui vige il diritto di rispondere al piacere dell’immaginario. L’apertura stessa di un tale spazio costituisce una formazione di compromesso tra le istanze opposte del reale e dell’irreale. Questa ipotesi sulla letteratura in generale vale doppiamente per la letteratura con temi soprannaturali, un ambito che abbiamo già definito due volte immaginario.

Francesco Orlando.

 

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