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Emanuele Zinato, “Niente più che un passatempo”: idee e forme della Letteratura circostante

La critica letteraria, accanto alla vicenda intellettuale, ha una propria dimensione stilistica e retorica. La letteratura circostante di Simonetti si presenta come caso esemplare delle forme critiche oggi emergenti non solo per le idee e il “metodo” ma anche per i campi metaforici che mobilita: il “circostante” del titolo allude al prevalere della dimensione spaziale su quella temporale, la citazione di Fassbinder in esergo («Ciò che siamo incapaci di cambiare dobbiamo almeno descriverlo») invita alla rinuncia di ogni residuo giudizio o intervento sull’esistente. 

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Solo la letteratura poteva mettere a nudo il gioco della trasgressione della legge – senza la quale la legge non avrebbe fine – indipendentemente da un ordine da creare. La letteratura non si può assumere il compito di dare ordine alla necessità collettiva. Non le conviene concludere: «quello che ho detto ci impegna al rispetto fondamentale delle leggi della città»; oppure, come fa il cristianesimo: «quello che ho detto (la tragedia del Vangelo) ci impegna nella via del Bene» (cioè, di fatto, della ragione). La letteratura è anche, come la trasgressione della legge morale, un pericolo. 

Essendo inorganica, è irresponsabile. Niente poggia su di essa. Può dire tutto.

Georges Bataille, La letteratura e il male 

 

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