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Raffaele Donnarumma - Gli immoralisti. Narrativa contemporanea ed etica

Sotto il nome di immoralisti, questa sezione di «allegoria» riflette su tre scrittori che hanno fatto discutere sui limiti e sulla legittimità della narrazione giudicata con il metro della morale: casi letterari, dunque, in cui il comune sentire (una nozione problematica, su cui torneremo), è stato non semplicemente ignorato, per amoralità, ma deliberatamente colpito  offeso. 

Abbiamo scelto libri e autori in nome della loro esemplarità e delle loro differenze: American Psycho di Bret Easton Ellis è stato duramente contestato ed accusato, con le sue efferatezze, di istigare al crimine, lasciando per questo una traccia vistosa nei libri successivi dell’autore e soprattutto in Lunar Park; i romanzi e le posizioni pubbliche di Michel Houellebecq, molto lontane dal gauchisme che ci si aspetterebbe da un intellettuale francese, hanno suscitato polemiche e dissensi; agli ultimi libri di Walter Siti, Resistere non serve a niente e Bruciare tutto, si è imputato o di promuovere un’ideologia di destra, o di dare voce in modo connivente alla pedofilia.

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allegoria81

Se l’uomo è l’aristotelico animale sociale, dovremmo aggiungere che è un animale che traduce. Fa sottotitoli a un film perché chi non conosce la lingua che vi si parla possa ascoltarla e capirla. Vende un frigorifero accompagnato da istruzioni in dieci lingue perché chi lo compra possa usarlo bene. Mette accanto a chi fa un viaggio ufficiale all’estero chi possa mediare fra due lingue e fra due mondi. Mette accanto a una poesia un’altra poesia: nella lingua in cui è stata scritta la prima volta, e in quella in cui viene riscritta, costruendo un ponte fragile ma indispensabile. 

(Pietro Cataldi) 

 

Il libro in questione

Teoria e critica

Il Presente

Tremila battute