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Per leggere i classici del Novecento

[a cura di F. Latini e S. Giusti, Loescher, Torino 2017]

Questa antologia, pubblicata nella collana diretta da Natascia Tonelli e Simone Giusti «Didattica e letteratura» per Loescher, raccoglie ventidue tra letture interpretative e commenti più canonicamente intesi di testi poetici, testi in prosa e di una canzone di Guccini. Gli interventi, nati spontaneamente e già pubblicati nel corso degli anni sulla rivista «Per Leggere», sono qui riuniti come modi esemplari di approccio al testo letterario, ma rappresentano anche – e non è secondario – la summa del lavoro ormai ultradecennale della rivista. Esercizi di studiosi importanti e di giovani ricercatori, le letture e i commenti rivendicano la loro eterogeneità, in linea con la frammentazione teorica del nostro tempo, eterogeneità che non impedisce però l’affermarsi di una forte idea comune: il rapporto con il testo viene prima di tutto. Gli interventi sono infatti stati scelti dai curatori per la loro «identica determinazione […]: esplorare il testo letterario con le adeguate competenze critiche». I curatori del volume sono da tempo investiti nella riflessione sulla didattica della letteratura nella scuola: preziose sono dunque l’Introduzione e la Postfazione, rispettivamente di Francesca Latini e di Simone Giusti, che contengono riflessioni su lettura e commento nella loro funzione ermeneutica e pedagogica la prima, e indicazioni sull’uso della letteratura nell’insegnamento la seconda. Si rimanda esplicitamente alla lezione di Domenico De Robertis, importante per i redattori della rivista «Per Leggere», del «commentare tutto» di un testo: il commento, non mera parafrasi ma pura interpretazione, si configura come strumento per eccellenza per rendere servizio al testo e al lettore.

I testi letterari oggetto delle analisi appartengono a tutto l’arco del Novecento, da Gozzano a Pusterla, e non costituiscono una proposta di canone, bensì la base per la dimostrazione di una pratica: tramite il contatto con la pluralità degli esempi si può imparare, come in un apprendistato da bottega, un’arte che non è totalmente concettualizzabile come la critica letteraria. Secondo il proposito che anima il volume l’apprendimento mimetico verrebbe dunque a sostituirsi all’enunciazione teorica e metodologica. La varietà degli interventi raccolti permette il confronto tra i vari metodi. Se tutto di un testo, e tutto ciò che ruota attorno ad esso, è significativo, ogni lettura illumina spunti differenti, compie delle scelte. Per fare solo qualche esempio, lo spettro va da letture più saggistiche, come quella di Marco Gaetani, in cui il racconto Un altro muro di Fenoglio diventa spunto per meditare sulla condizione di prigionia come lente da cui rivalutare la vita nella sua accezione di libertà e responsabilità, allo studio di Davide Colussi dedicato alla datazione, alle varianti e alla posizione che il testo Falso sonetto assume comparendo in successive raccolte di Fortini, poeta che ha attribuito grande valore nella costruzione della forma libro e dell’intera sua opera. La pertinenza di certi aspetti, piuttosto che di altri, mira chiaramente alla valorizzazione dell’oggetto testuale. Per docenti e studiosi, l’antologia rappresenta dunque un’occasione per rileggere (o leggere) i testi, tornare a riflettere sui propri automatismi di lettura e sulla pratica dell’insegnamento. Il compito del docente non potrebbe essere riassunto più chiaramente da Giusti: «usare le opere della letteratura per mobilitare le risorse cognitive ed emotive degli studenti al fine di allenare, tra le altre, anche le competenze linguistiche». Per cui Giusti suggerisce un’apertura alla poetica cognitiva al fine di sviluppare una didattica delle competenze, e cioè «insegnare con la letteratura», come recita il titolo di un suo volume precedente: alla scuola non spetta unicamente trasmettere la conoscenza dei testi ma anche la lettura, l’accesso alla scrittura letteraria come forma di rapporto col mondo e di arricchimento dell’esperienza.

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Se l’uomo è l’aristotelico animale sociale, dovremmo aggiungere che è un animale che traduce. Fa sottotitoli a un film perché chi non conosce la lingua che vi si parla possa ascoltarla e capirla. Vende un frigorifero accompagnato da istruzioni in dieci lingue perché chi lo compra possa usarlo bene. Mette accanto a chi fa un viaggio ufficiale all’estero chi possa mediare fra due lingue e fra due mondi. Mette accanto a una poesia un’altra poesia: nella lingua in cui è stata scritta la prima volta, e in quella in cui viene riscritta, costruendo un ponte fragile ma indispensabile. 

(Pietro Cataldi) 

 

Il libro in questione

Teoria e critica

Il Presente

Tremila battute