Informativa sull'utilizzo dei cookie

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Accetto

Franco Baldasso, Diventare stranieri. "Paura della libertà" di Carlo Levi tra storia, redenzione e identità ebraica

Tra i molteplici saggi e recensioni scritti su Cristo si è fermato a Eboli nel primissimo dopoguerra, l’articolo di Eugenio Montale del 2 febbraio 1946 si segnala per un’apertura controcorrente. Anche quando elogiative, infatti, le reazioni all’apparire del Cristo avevano spesso finito per ridurre il libro al dibattito sul Mezzogiorno, e il suo autore alla militanza nel Partito d’Azione. Montale invece punta l’attenzione sull’ultimo capitolo del volume, in cui Levi tira le somme della sua esperienza in Lucania proponendo una revisione radicale della politica moderna imperniata sul concetto di stato nazionale: «Carlo Levi inserisce qui la sua teoria dell’altra civiltà, della civiltà contadina […]. Sarebbe fuori luogo analizzare quanto di utopistico e quanto di realizzabile sia in tali idee, del resto assai dibattute in questi anni. A noi importa solo rilevare che il libro le sopporta senza soffrire, anzi le chiede come un necessario chiarimento: segno di una totale identificazione nella sua materia da parte di chi poté sembrare un giorno un brillante espatriato, irrimediabilmente lontano dalle sue radici…»

Documento senza titolo

Scarica l'articolo completo

Articolo completo

Fai clic sull'icona del file a lato per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.

Abbonati alla rivista

Se vuoi abbonarti, o vuoi regalare l'abbonamento alla rivista per un anno, fai clic sul pulsante e sarai reindirizzato sul sito Palumboeditore dove potrai richiedere l'abbonamento.

allegoria81

Se l’uomo è l’aristotelico animale sociale, dovremmo aggiungere che è un animale che traduce. Fa sottotitoli a un film perché chi non conosce la lingua che vi si parla possa ascoltarla e capirla. Vende un frigorifero accompagnato da istruzioni in dieci lingue perché chi lo compra possa usarlo bene. Mette accanto a chi fa un viaggio ufficiale all’estero chi possa mediare fra due lingue e fra due mondi. Mette accanto a una poesia un’altra poesia: nella lingua in cui è stata scritta la prima volta, e in quella in cui viene riscritta, costruendo un ponte fragile ma indispensabile. 

(Pietro Cataldi) 

 

Teoria e critica

Il libro in questione

Il Presente

Tremila battute