Informativa sull'utilizzo dei cookie

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Accetto

Proiettare emozioni. Percorsi tra cinema, video e psicanalisi

[a cura di M. G. Vassallo Torrigiani, ETS, Pisa 2008]

Cinema e psicanalisi: in quanto forme di rappresentazione e di indagine della realtà – esterna e interna – sono probabilmente le invenzioni più significative del Novecento. “Proiezione” è la parola chiave di ambedue le discipline, e su di essa pongono l’accento il titolo di un convegno svoltosi a Pisa nel 2007 e i relativi atti. Seppur declinata diversamente, in entrambi i casi “proiezione” allude, oltre che a un procedimento di espulsione e di localizzazione, anche a un dispositivo di linguaggio per molti versi affine che consiste nel lavoro continuo di elaborazione attraverso le immagini. Guardando al paesaggio d’insieme costruito dai saggi che compongono il volume, si profilano due proposte di metodo interessanti anche per chi si occupa di narrazioni non unicamente riferibili alla psiche o alla cinematografia.

Anzitutto la costruzione di un dialogo fra i saperi (cinema, psicanalisi, musicologia, filosofia ecc.) capace di evitare non solo il dilettantismo eclettico o l’impressionismo sciatto, ma la stessa patocritica (non può esserci vera psicanalisi «senza un preciso setting e, quindi, al di fuori di un contratto condiviso »: Riefolo, p. 72). Questa interdisciplinarità dai buoni frutti è ottenuta disinnescando un ossimoro, cioè accostando senza contraddizione lo stile rigoroso dell’argomentazione – ovvero l’idea di un destinatario che va persuaso piuttosto che sedotto – e il coraggio di una lettura meno specialistica dei testi, più orientata a trattare le opere e la cultura come occasioni di un’esperienza complessiva della vita – anche questa del resto è una forma di working through.

La seconda proposta di metodo potrebbe apparire minacciosa, come spesso è accaduto in passato, ma a maggior ragione merita di essere considerata. Si tratta della libertà con cui si usa un concetto che al di fuori della psicanalisi è stato spesso trattato come una zavorra, un ostacolo tout-court alla riflessione e alla comprensione, ovvero il concetto di emozione – e di «condivisione emozionale» – di cui si palesano e si valorizzano invece i potenziali comunicativi e il dinamismo creativo – il cinema, dal greco “kinema” (movimento), e le emozioni sono peraltro etimologicamente collegati dall’idea dello scorrere (p. 11). Dare importanza alle emozioni attivate dall’esperienza artistica, come ci mostrano gli autori, non significa necessariamente pensare e parlare col cuore in gola, alla maniera dei critici e dei poeti della parola innamorata.

Col saggio introduttivo e le schede che volta per volta presentano le tre sezioni del volume, la curatrice (Maria Grazia Vassallo Torrigiani) assicura al libro la tenuta di un edificio ben piantato. La prima parte (Costruire immagini per la mente) discute i modi in cui l’immagine psichica, come quella cinematografica, sia l’effetto di una messa in scena, di una rappresentazione «in perenne oscillazione tra imitazione e creazione […] tra consolazione e restauro » (Argentieri: pp. 23 e 35), abbandono a una finzione in cui si alternano turbamento e rassicurazione (Iacono: p. 47), lungo il filo di un’esperienza polisensoriale in cui la musica, per esempio, agevola l’entrata in contatto col nucleo emotivo della vicenda (Marianelli: 51).

Nella seconda parte (Immagini e spettatori) si usa la psicanalisi per liberare lo spettatore dal ruolo passivo di pura funzione testuale e ricettiva. Si tratta allora di guardare alla visione cinematografica come esperienza di «interazione» e «negoziazione» (Sainati: p. 67), «configurazione di eventi strettamente soggettivi che differenziano la nostra vita da quella degli altri» giungendo anche «a toccare aree sospese, spesso bloccate, del Sé» (Riefolo: p. 83 e p. 93), andando incontro al trauma (Golinelli: 103). Sandra Lischi, Silvana Vassallo e Pietro Roberto Goisis, nella terza parte del volume (Nuovi schermi e immagini elettroniche), discutono i risvolti teorici ed emozionali a cui la psicanalisi è sollecitata dalle nuove forme di esperienza visiva come la tv, il montaggio digitale o la videoarte.

allegoria75

Copertina75.jpg

  «A fine 1984, dopo che una ventina di editori americani lo avevano rifiutato, Il sistema periodico esce in America: editore Schocken Books, traduzione di Raymond Rosenthal (onore al merito, ricordiamo questi nomi). Sulla jacket, sulla sovraccoperta del libro (la parola inglese è più bella) erano stampati tre brevi giudizi elogiativi: si mettono sempre, per fare pubblicità con un nome famoso che il pubblico americano già conosca e apprezzi. Tutti e tre quei giudizi erano di scrittori italiani: Italo Calvino, Umberto Eco, Natalia Ginzburg. Sarebbero bastati? si sarà chiesto l’editore. Sono stati loro a innescare la fortuna di Levi negli USA? ci possiamo domandare noi, oggi 2017. La risposta la sappiamo: non fu merito loro. Fu che, per un caso fortuito (uno di quei casi che ti possono salvare la vita, come prendersi la scarlattina in Auschwitz proprio quando i nazisti hanno deciso di evacuare il campo trascinando tutti i prigionieri sani in una marcia durante la quale i quattro quinti di loro moriranno, stremati o fucilati), Saul Bellow, americano di origine ebraica, Nobel per la letteratura nel 1976, notorio cattivo carattere, lesse in bozze The Periodic Table e dettò non più di cinque-sei righe di praise che cominciarono a circolare, si direbbe oggi, in modo virale (a circolare per giornali, agenzie stampa, mezzi di comunicazione: da notare che quelle cinque-sei righe non sono stampate sulla jacket del libro), e bastarono a creare un caso editoriale, un pubblico di lettori, una fortuna critica».

Domenico Scarpa

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
Fai clic su un titolo di sezione per espandere l'indice degli articoli contenuti.

Teoria e critica

Il presente

Il libro in questione

Insegnare letteratura

Tremila battute