allegoriaonline.it

rivista semestrale

anno XXXIII - terza serie

numero 83

gennaio/giugno 2021

Michael Schwarze – Sul rapporto con il potere. Sondaggi di realtà in Tabucchi e Sciascia

L’articolo analizza le modalità secondo cui Piazza d’Italia di Tabucchi e Il cavaliere e la morte di Sciascia modellano esperienze referenziali di realtà e le conseguenze che ne derivano per quanto riguarda l’atteggiamento nei confronti del potere e i modi di rappresentarlo. Tabucchi pre senta la storia come risultato di un processo di coerentizzazione e ne mostra il parallelismo dei vari livelli; Sciascia invece presenta la realtà come risultato di divergenti interpretazioni del percepito. Per il primo, la storia di coscienza finzionale sfocia nella tesi dell’ambivalenza storica di un ethos resistenziale ancorato nel popolo; il secondo si serve della contaminazione di generi e registri per smascherare un sistema di potere che grottescamente assume tratti di criminalità organizzata. Nei romanzi si rilevano complessivamente tre tratti distintivi del modellamento dell’esperienza di realtà: una spiccata coscienza, veicolata implicitamente, delle questioni che riguardano la rappresentabi lità narrativa della storia; la tematizzazione delle componenti prospettiche di ogni esperienza di realtà; la messa in scena di modi di percezione della realtà decisamente soggettivi. Ne deriva che le interpretazioni del rapporto con il potere sembrano entrare perfettamente nel paradigma della cultura postmoderna. Li distanzia dal postmoderno, però, il fatto che questi procedi menti s’iscrivono in una netta prospettiva d’impegno civile alla cui base vi è un atteggiamento critico che non rinuncia alla categoria della verità. Anzi, la derealizzazione della realtà si dimostra al servizio di una lucida partecipazione civile che scruta le strutture della stessa realtà e le basi conoscitive della sua rappresentabilità.

The article analyses how Tabucchi’s Piazza d’Italia and Sciascia’s Il cavaliere e la morte shape the experience of a referential reality and the consequent attitude of the two authors towards power and its representation. Tabucchi represents history as the result of a process of coherence-creating, and shows how this process works in parallel at various levels; Sciascia presents reality as the result of differing interpretations of what is perceived. In Tabucchi’s novel, the story of the fictional consciences results in the thesis of an historical ambivalence of the Resistance ethos anchored in the people; Sciascia uses the contamination of genres and registers to expose a system of power whose traits grotesquely resemble those of organized crime. In these novels it is possible to observe three distinctive features of how the experience of reality is shaped: a keen, implicitly conveyed awareness of the issues concerning the narrative representability of history; a focusing on the perspective constituents of each experience of reality; a rendering of the distinctively subjective ways of perceiving reality. The two novels’ interpretation of the relationship with power seems consequently to fit perfectly in the paradigm of postmodern culture; however, what separates them from postmodernism is the fact that their narrative procedures are inscribed in a perspective of civil commitment, based on a critical attitude that does not abandon the category of truth. On the contrary, in these novels the un-realization of reality is put to the service of a civil participation capable of investigating the structures of reality and the cognitive foundations of its representability.

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