allegoriaonline.it

rivista semestrale

anno XXXIII - terza serie

numero 83

gennaio/giugno 2021

Maurizio Ferraris – La lavagna universale

Una volta tradotta in «nulla di sociale esiste fuori del testo», la sentenza iperbolica di Derrida, – Il n’y a rien hors du texte – diventa la migliore chiave d’accesso all’ontologia sociale. Quest’ultima, a sua volta, trova la migliore illustrazione nella rivoluzione tecnologica contemporanea. Nulla esiste fuori di quel reticolo di iscrizioni che invadono la nostra vita. Il denaro è una registrazione e la sua origine è la stessa della scrittura: è un documento come un altro che fissa un atto e quantifica un valore. La società non può prescindere da iscrizioni e registrazioni, dagli archivi e dai documenti, e soprattutto da quella tecnica delle tecniche che è la scrittura come forma prototipica di registrazione. Malgrado le apparenze sono i documenti a creare valore, non il valore a produrre documenti. La blockchain serve a tener traccia come i tagli dell’osso di Lebombo o i dipinti nella grotta di Lescaux. Se nulla di sociale esiste fuori del testo, e se la blockchain è stata una delle prime tecnologie dell’umanità, non c’è niente di più contraddittorio dell’immagine o del sogno di una società senza capitale, che sarebbe una società senza società. Il Capitale annota, registra, tiene traccia: non è un intelletto autocosciente e diabolico ma va concepito come una sorta di “lavagna universale” in cui vengono annotate le azioni sociali. La rivoluzione documediale ha posto le condizioni tecnologiche perché ci si avvicini a questa lavagna ideale, e le trasformazioni che vediamo, a partire dalla creazione dei big data, sono le conseguenze di questa rivoluzione.

Translated as «nothing social exists outside of the text» the hyperbolic sentence of Derrida – Il n’y a rien hors du texte – becomes the best access key to social ontology. The latter, in turn, is perfectly illustrated in the contemporary technological revolution. Nothing exists outside of the net of inscriptions which swarm our life. Money is a registration and its origin is the same of writing: it is a document as many others that sets an act and determines a value. The society cannot overlook inscriptions and registrations, archives and documents, and in particular it cannot overlook the special technique of writing conceived as the prototypical form of registration. Despite the appearances, documents create values and the values do not create documents. The blockchain is used to keep traces as the cuts of the bones of Lebombo or the paintings in the cave of Mescaux. If nothing social exists outside of the text and if the blockchain has been one of the first technologies of humankind, there is nothing more contradictory than the imagine or the dream of a society without capital, which would be a society without society. The Capital takes notes, records, keeps traces: it is not a self-conscious, diabolic intellect but we should conceive it as a sort of “universal blackboard” on which social actions are noted. The documedia revolution has set the technological conditions to realize this imaginary blackboard and the transformations we face, from the creation of the big data, are the consequences of this revolution.

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