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rivista semestrale

anno XXXIII - terza serie

numero 83

gennaio/giugno 2021

Marisa Escolar, Allied Encounters. The Gendered Redemption of World War II Italy

[ Fordham University Press, New York 2019 ]

Pubblicato nel 75° anniversario della Liberazione di Roma, il libro di Marisa Escolar si concentra sulle rappresentazioni letterarie e cinematografiche che raccontano l’occupazione/liberazione del territorio italiano da parte dalle forze alleate. L’autrice analizza l’incontro tra esercito anglo-americano e popolazione italiana, in particolare nelle città di Napoli e Roma, alla luce degli elementi narrativi riconducibili a una redenzione «racialized» e «gendered»; nei testi considerati in Allied Encounters il topos dell’Italia femminilizzata (e prostituita) di dantesca memoria si accompagna alle fantasie di riscatto nazionale maturate al tramonto del ventennio fascista.

Nei sei capitoli del suo lavoro, Escolar spazia dalle guide all’occupazione del territorio italiano fornite ai G.I. americani nel 1943, ai romanzi rosa di Peverelli pubblicati tra 1944 e 1946, da Paisà di Rossellini (1946) ai romanzi del suo coautore Alfred Hayes, da La Pelle di Malaparte (1949) a The Gallery di Burns (1947) e Naples ’44 di Lewis (1978). Lo sbarco delle forze Alleate nel luglio del 1943 portò all’incontro tra popoli il cui reciproco immaginario aveva sino ad allora prevalentemente attinto da fonti artistiche e letterarie; tuttavia il percorso di liberazione mostrò ben presto i limiti della retorica ufficiale costruita su tale immaginario.

Il lavoro di Escolar evidenzia come le fantasie di redenzione dai crimini del fascismo si sviluppino in termini sessuali e razziali nei testi analizzati, ibridi al confine tra narrativa e storia. A un primo livello l’incontro/scontro esaminato in Allied Encounters si presta alla diffusa interpretazione critica di un paese, l’Italia, che compromette la propria integrità facendosi sedurre dall’interesse politico del momento: la narrativa imperialista che ne consegue è quella del «white, masculine United States redeeming black, feminized Italy» (p. 7). Tuttavia, le complessità legate alle differenze razziali interne all’esercito liberatore, e alla metonimica identificazione tra donne perdute e nazione-Italia, emergono nei testi in esame. Mentre il secondo, melodrammatico episodio di Paisà, ambientato a Roma, porta all’ideale identificazione tra la prostituta Francesca e il paese-Italia censurando episodi vissuti dalla popolazione come il processo a Caruso e il linciaggio di Carretta i romanzi di Peverelli, condannati dalla critica per la scarsa aderenza ai canoni realisti del dopoguerra, rivisitano il vissuto dei loro lettori: mescolando fatti storici ed esperienze personali, offrono una rappresentazione degli eventi traumatici repressi nel neorealismo cinematografico.

Parimenti, The Gallery, La Pelle e Naples ’44 inseriscono Alleati ed Italiani in un contesto transnazionale dove risultano centrali i corpi dei personaggi provenienti dai margini razziali, sessuali e di genere; tuttavia tali costruzioni letterarie portano Escolar a chiedersi «why certain marginalized bodies are used to represent the encounter only to be transcended» (p. 110), ovvero come metafore più che realistiche rappresentazioni della realtà bellica. Per l’autrice tali testi si caricano dunque di ulteriori significati alla luce della tacita repressione degli episodi di guerra incompatibili con lo sviluppo delle relazioni diplomatiche tra i due paesi, e dei loro traumi pregressi e repressi dalle complicità italiane nell’Olocausto al massacro delle Fosse Ardeatine, dal colonialismo italiano in Africa Orientale agli stupri di massa da parte dei goumiers franco-marocchini nel basso Lazio, dallo schiavismo e la segregazione razziale alle mire imperialiste statunitensi nel dopoguerra.

Il lavoro di Marisa Escolar, sebbene a tratti ancorato al close reading dei testi considerati, offre una rilettura dell’incontro tra esercito alleato e popolo italiano partendo dal confronto tra opere diverse per stile e pubblico, analizzate in prospettiva di “gender” e “race”: ne emerge un quadro interpretativo nuovo, che invita alla riscoperta di testi dimenticati o troppo presto fossilizzati nella letteratura critica.

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