allegoriaonline.it

rivista semestrale

anno XXXIII - terza serie

numero 83

gennaio/giugno 2021

Romano Luperini – Otto tesi sulla condizione attuale degli intellettuali

• La prima parte del saggio descrive la crisi dell’intellettuale legislatore, attivo nel nostro paese sino agli anni Settanta. L’intellettuale mediatore di valori, espressione dell’universalismo di cui parla Bourdieu, non esiste più. Negli anni del postmodernismo è stato sostituito dall’intellettuale-intrattenitore, dall’intellettuale esperto o specialista o, in campo filosofico, dall’intellettuale ironico e ilarmente nichilista. A livello di massa la condizione intellettuale veniva intanto attraversata da profondi processi di precarizzazione, di flessibilità lavorativa, di esclusione: da un lato gli attuali lavoratori della conoscenza sono integrati nei grandi apparati di potere-sapere, dall’altro sono privati di ogni prestigio e autonomia e di fatto vengono sempre più marginalizzati. In questa nuova situazione, il tramonto della cultura postmodernista, determinato dall’affermazione ormai ineludibile delle contraddizioni materiali, sta creando una situazione nuova in cui la condizione di esilio, di precarietà, di marginalizzazione dei lavoratori della conoscenza può essere rappresentativa, come già aveva pensato Said, di quella di tutti gli esclusi del pianeta.

• The first part of the essay describes the crisis of the legislator-intellectual, who was active in Italy until the Seventies. This intellectual figure, who is the expression of what Bourdieu called universalism, doesn’t exist anymore. In the post-modern age it has been substituted by the entertainer-intellectual, by the expert or specialized intellectual, or, in the philosophical field, by the ironic and detached nihilist. Meanwhile, most intellectual professions are experiencing increased job flexibility and displacement: on one hand, present-day knowledge workers are integrated into large power-knowledge apparatus; on the other, they are losing social status and autonomy, becoming in fact more and more marginalized. The end of postmodern culture, caused by the implosion of the structural contradictions that characterize our global system, has created a new scenario, where the conditions of exile, precariousness, marginalization experienced by the knowledge workers could, according to Said, become emblematic of the situation of all the outsiders of the world.

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