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rivista semestrale

anno XXXIII - terza serie

numero 84

luglio/dicembre 2021

Patterns of “Nostos” in Italian Canadian Narratives

[ a cura di Gabriel Niccoli, «Italian Canadiana», 35, 2021 ]

Rispetto alle altre letterature di origine italiana del continente americano, che hanno oltre un secolo di storia, quella italo-canadese è giovane. Dipendendo dall’emigrazione massiva iniziata dopo la seconda guerra mondiale, emerge meno di un cinquantennio fa, sul finire degli anni Settanta. Grazie alla meritevole Association of Italian Canadian Writers, fondata nel 1986, e all’impegno di una rosa di autori e di saggisti di punta, a partire dagli anni Novanta le attività convegnistiche e le pubblicazioni hanno registrato un ininterrotto aumento, per quantità e, soprattutto, qualità. Il contesto italo-canadese è oggi tra i più vivaci nel panorama della letteratura diasporica italiana. Inoltre, sia perché molti emigranti sono ancora vivi, sia perché dagli anni Settanta la mobilità e le comunicazioni sono diventate più accessibili e veloci, il rapporto degli italo-canadesi con l’Italia non è solo legato alle memorie, ma si prospetta come un orizzonte esperienziale attivo. Sono molte le autrici e gli autori che praticano il bilinguismo, che conoscono a fondo la realtà italiana contemporanea o che vivono da pendolari tra i due Paesi.

Il numero speciale di «Italian Canadiana», la prestigiosa rivista del centro Frank Iacobucci dell’University of Toronto, curato da Gabriel Niccoli, offre al dibattito internazionale un contributo particolarmente importante, anche per il rilievo dei nomi che vi figurano, in maggioranza canadesi, ma non mancano alcuni italiani. Il volume, bilingue, offre una ricca silloge tematica, che include saggi afferenti ad ambiti disciplinari diversi, ma strettamente collegati dall’obiettivo di elaborare una nuova declinazione/narrazione del concetto di nostos, inteso come viaggio/desiderio del ritorno. Lo scopo, dichiarato, è di mettere in discussione le valenze più scontate e ovvie del tema, individuando nella ricorrenza da un canto della nostalgia, dall’altro dell’erranza, dell’esilio e della quêtedestinata a rimanere tale i tratti distintivi di un nuovo paradigma ermeneutico che guarda alla diaspora italo-canadese in prospettiva transnazionale. Dai contributi affiora la difesa di una visione al tempo stesso dinamica e relativistica, sempre non essenzialistica, che intercetta nello sconfinamento e nell’apertura i tratti di forza dell’identità diasporica globale, legata al senso della perdita e del transito.

Il numero si apre con una prefazione dell’ex giudice della corte suprema Frank Iacobucci, una personalità di enorme spicco nella comunità italo-canadese. Segue una ricca introduzione, in cui Gabriel Niccoli, che firma anche altri due saggi, uno in italiano e uno in inglese, non manca di sottolineare, tra l’altro, l’alto livello letterario ormai raggiunto dal repertorio italo-canadese, un aspetto cruciale, che lascia ben sperare anche per il futuro.

I ventuno saggi che compongono la raccolta sono raggruppati per ambiti tematici, che indagano specifiche varianti del nostos. Ne emergono in ogni contributo tratti originali, che nella lettura del libro si rivelano intrecciati e interconnessi con le diverse accezioni affrontate dagli altri saggi. L’efficacia armonica dell’insieme è rimarchevole.

Della ricchezza dei singoli contributi non si può dare conto in questa sede. Basti sottolineare che si tratta di letture acute e spesso estremamente attuali, tra antropologia, storia, cinema, media, fotografia e soprattutto letteratura, nel cui ambito spiccano le letture dell’opera di Nino Ricci, e i contributi dedicati alle scrittrici.

Per la dimensione transnazionale del dibattito italo-canadese, il fascicolo si prospetta di grande interesse non solo per i lettori interessati all’Italia, ma anche per qualsiasi lettore attento alla dimensione globale della letteratura contemporanea. Per la loro apertura al mondo, gli scrittori italo-canadesi sono destinati a pesare più di altri nel campo degli Italian Diaspora Studies, un campo di necessità globale, che guarda all’Italia disseminata ovunque, nel mondo.

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