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rivista semestrale

anno XXXIV - terza serie

numero 85

gennaio/giugno 2022

Francesca Lorandini – Lakis Proguidis, I misteri del romanzo. Da Kundera a Rabelais

[ trad. it. di S. Carretta, Mimesis, Milano 2021 ]

In questo libro, pubblicato in Francia nel 2017 con il titolo Rabelais. Que le roman commence!, Lakis Proguidis sistematizza alcune delle idee che ha elaborato in trent’anni di attività come saggista e come direttore della rivista «L’Atelier du roman», dove dal 1993 riflette sul romanzo in una prospettiva sovranazionale, portando avanti un discorso critico svincolato dall’attualità editoriale, dagli orientamenti accademici e dai gerghi specialistici. Il romanzo, per Proguidis, non è semplicemente – o non è solamente – un genere letterario, ma è la forma artistica della modernità in cui si è cristallizzata una nuova percezione del mondo, cioè quella di una civiltà per cui l’esistenza individuale non è più basata sulla ripetizione di ciò che è già conosciuto, ma sulla scoperta, sulla conquista dell’ignoto. Proguidis sviluppa il suo ragionamento nel solco delle riflessioni di Milan Kundera e di Michail Bachtin e presenta Rabelais come l’autore che ha rivoluzionato l’estetica della modernità: sarebbe stato lui il primo a modellare un’intera opera sull’immaginario del cheminement («immaginario del cammino»), soppiantando così l’immaginario plurisecolare del ritorno alle origini, cioè l’imaginaire du commencement («immaginario degli inizi») che troviamo nella letteratura classica e in testi fondativi come la Bibbia, l’Odisseao la Divina Commedia, dove l’obiettivo dell’eroe, pur compiendo viaggi e avventure entusiasmanti, è sempre quello di rinsaldare il legame con le proprie origini. Il romanzo come lo conosciamo oggi sarebbe quindi nato nel Cinquecento, con il Gargantua-Pantagruel, opera mondo che avrebbe inaugurato un nuovo regime estetico, basato sulle vicissitudini dell’uomo còlto nella sua individualità attraverso l’espediente del personaggio.

Proguidis definisce riso romanzesco (in francese rireromanesque, in una sola parola, per indicare una nuova categoria estetica) il tipo di comico che troviamo nell’opera di Rabelais, che non avrebbe precedenti nella storia della letteratura, e che sarebbe il risultato del nuovo patto di lettura tra autore e lettore che si instaura nel romanzo moderno, dove non si ride più di qualcuno, ma si ride sempre con qualcuno. Da Rabelais in poi, il lettore, in un romanzo, osserva il mondo attraverso lo sguardo di un altro essere umano, cioè di un personaggio (che può anche assumere le vesti di narratore), e questo genera una forma di empatia sconosciuta alla letteratura precedente: il lettore si identifica totalmente anche nel più ridicolo degli esseri umani, prova le sue emozioni, i suoi sentimenti, è attraversato dalle sue paure. L’esperienza della lettura in questo nuovo regime estetico è sempre soltanto relazionale, perché in ogni romanzo coesistono almeno tre dialoghi tra un io e un altro io: c’è la relazione tra l’autore e il personaggio, c’è la relazione tra il lettore e il personaggio, e c’è infine la relazione tra il lettore e l’autore. Nel regime romanzesco la lettura non è né erudizione né divertissement, ma una forma di compartecipazione al testo («nel mondo del romanzo leggere significa aggiungere, riempire il testo letto con l’esperienza di sé e degli altri», p. 181), e si configura così come uno scambio, come una forma di amicizia, come un luogo della mente in cui l’io prende in considerazione altri punti di vista.

È questa solo una delle tante questioni trattate da Lakis Proguidis in un saggio brillante e profondo, difficile da riassumere perché non schematico né didascalico, guidato da una voce forte, sprezzante, idiosincratica senza essere impressionistica. È un libro che ha l’ambizione di proporre una riflessione estetica originale, e che vale la pena di leggere, per vedere all’opera l’intelligenza vivace e duttile di un intellettuale che con la forza del suo pensiero e la fiducia in un’idea di romanzo ha creato qualcosa che prima non c’era: una rivista, una cornice culturale per centinaia di critici, scrittori e traduttori, uno sguardo nuovo sulla letteratura.

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