allegoriaonline.it

rivista semestrale

anno XXXIII - terza serie

numero 83

gennaio/giugno 2021

Angela Gigliola Drago – La finestra del Bastione di Monforte

La metafora della finestra – insieme ad altre fondate sul paradigma visivo-pittorico – è fondamentale nell’episteme della mimesi letteraria: il problema, che essa presuppone, dello scarto tra codici linguistici diversi è stato riproposto dalle analisi teorico-letterarie più recenti, ma ha alle spalle una poderosa tradizione di studi, soprattutto di area francese. La comparsa di questa metafora dalla forte pregnanza culturale nella novellistica verghiana, all’altezza cronologica delle novelle milanesi, non è casuale: la si può decodificare rapportandola per un verso alle immagini metatestuali di Verga stesso, per l’altro al lessico critico dell’epoca. Attraverso l’analisi delle diverse valenze assunte dall’uso dell’inquadratura e dei regimi scopici ad essa collegati, è possibile non solo mettere a fuoco la contraddizione teorica del realismo (diviso tra ambizione di aderenza totale alle cose e necessità, esteticamente irrinunciabile, di salvaguardare i confini dell’opera), ma anche cogliere la specifica evoluzione dell’iter artistico verghiano rispetto a questo ordine di problemi dal respiro largamente europeo.

 

The metaphor of the window – as others founded on the visual-pictorial paradigm – is essential in the episteme of literary mimesis. The underlying question concerning the variance between the different linguistic codes was first found in the French tradition, and it has been further analysed by recent literary studies. The appearance of this deep meaningful, cultural metaphor in Verga’s narrative, at the chronological height of the Milanese short stories, is not random. It can be decodified by comparing it to Verga’s own meta-textual images on the one hand and to the critical lexicon of the time on the other hand. Analyzing the different values placed on the use of framing and the scopic regime related to it, it is possible to not only focus on the theoretical contradiction of realism (divided into the ambition of total adherance to things and the necessity, which is aesthetically indisputable, to preserve the bonds of the work), but also to understand the specific evolution of Verga’s art and work, in relation to these issues and to their European scope.

 

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