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rivista semestrale

anno XXXIII - terza serie

numero 83

gennaio/giugno 2021

Valentina Perozzo, Scrivere per vivere. Romanzi e romanzieri nell’Italia di fine Ottocento

[ Unicopli, Milano 2019 ]

Romanzi e romanzieri nell’Italia di fine Ottocento di Valentina Perozzo è il libro più importante sulla narrativa italiana postunitaria pubblicato dopo I colori del vero di Roberto Bigazzi (1969). Quella di Perozzo è la prima ricerca di storia quantitativa che mappi la produzione di romanzi italiani nell’ultimo quarto dell’Ottocento. E Perozzo ha costruito e reso accessibile in rete la prima banca dati completa delle informazioni biografiche e bibliografiche essenziali dei circa 2500 romanzi pubblicati fra il 1870 e il 1899 e dei loro circa 1000 autrici e autori (http://www.romanziottocento.altervista.org/).

Questa banca dati è il risultato di una complessa ricerca condotta su cataloghi cartacei e digitali e sulle riviste dell’epoca. Basta riflettere su un dato per capire quanto si può imparare da una ricerca quantitativa di questo tipo. Negli anni Ottanta dell’Ottocento vengono pubblicati 789 romanzi inediti in Italia (p. 27), cioè circa poco più di un decimo di quanti ne sono pubblicati in Francia nello stesso periodo. Questo dato dà un senso della relativa importanza del romanzo italiano e di quello francese. Il romanzo francese domina infatti il mercato italiano sia sul piano letterario sia su quello commerciale. I romanzi francesi circolano e vengono consumati dal pubblico italiano in lingua originale o in traduzione e le romanziere e i romanzieri italiani li prendono a modello nella loro produzione letteraria; e anche i romanzi provenienti da altre letterature come quelle inglese, russa e tedesca arrivano sul mercato italiano tramite le traduzioni e la ricezione francesi (pp. 116-117). Queste osservazioni non sono nuove; ma il punto è che il lavoro di Perozzo sostituisce una conoscenza basata su dati empirici a impressioni aneddotiche. E l’interpretazione di Perozzo dei dati quantitativi è sempre guidata dalla sua conoscenza estesa della rete di relazioni fra autrici e autori, riviste, case editrici e l’insieme di condizioni che modella la letteratura italiana di fine Ottocento. I dati quantitativi servono infatti a poco o possono essere addirittura fuorvianti se non si conosce bene il fenomeno studiato.

Fra le numerose conclusioni che si possono trarre dalla ricerca di Perozzo vorrei ricordare quella più importante. Nel suo libro Perozzo ricostruisce l’emergere dell’istituzione letteraria così come la conosciamo oggi. Siamo abituati a pensare alla nascita delle letterature nazionali come al risultato dei cambiamenti politici e culturali prodotti dal nazionalismo romantico. E però nella prima metà dell’Ottocento la letteratura è ancora un gioco sociale riservato alle classi colte al potere e i letterati scrivono anzitutto per i loro pari (p. 9). È solo nella seconda metà dell’Ottocento che scrittrici e scrittori iniziano a fare della letteratura un mestiere e a scrivere pensando a un pubblico anonimo per cui il consumo di opere letterarie è una forma di intrattenimento che può avere anche uno scopo educativo (p. 18). E l’ambizione di guadagnarsi da vivere scrivendo letteratura spiega perché figure come Giovanni Verga o Gabriele D’Annunzio siano attente al denaro, ai termini dei contratti firmati con le case editrici, al rispetto del diritto d’autore e ai rapporti con chi recensisce i libri sulle riviste. Alla fine dell’Ottocento chi riesce a vivere di letteratura è un’esigua minoranza e chi scrive proviene dalle classi medio-alte; il suo pubblico è poi ristretto in un paese dove più di due terzi della popolazione è analfabeta. E tuttavia negli anni Settanta dell’Ottocento sono già presenti molte delle condizioni di mercato che renderanno possibile l’emergere della letteratura come prodotto di consumo accessibile a un pubblico vasto. Nel libro di Perozzo mancano tabelle, grafici e mappe che permettano di visualizzare i dati; e la stessa banca dati ha una utilità limitata, perché non è scaricabile e non ha funzionalità interattive. L’importanza del lavoro fatto da Perozzo merita un sito dedicato alla raccolta, alla visualizzazione e all’uso dei dati per poterne proseguire la ricerca.

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