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rivista semestrale

anno XXXIII - terza serie

numero 83

gennaio/giugno 2021

Charles L. Leavitt IV, Italian Neorealism: A Cultural History

[ University of Toronto Press, Toronto 2020 ]

Nel volume Italian Neorealism Leavitt analizza il clima culturale che ha accompagnato il neorealismo negli anni a cavallo tra fascismo e dopoguerra; lo fa ricostruendo le conversazioni tra intellettuali e artisti protagonisti dei diversi tentativi di offrire una formula che abbracciasse il movimento in maniera transdisciplinare – dalla letteratura al cinema, dalle arti visive al teatro. In ciascuno dei capitoli in cui è suddiviso il testo, Leavitt si occupa di una crux ermeneutica degli studi sul neorealismo, sovrapponendo dibattito culturale e analisi di opere canoniche.

L’autore ricostruisce la storia concettuale del neorealismo nel primo capitolo, tracciandone l’evoluzione come termine nel dibattito culturale – dai post-naturalisti francesi di fine ‘800 alla letteratura russa degli anni ’20, dalla Neue Sachlichkeit alla ricezione del modernismo letterario come iperrealismo nella critica italiana, per arrivare alle pagine di «Cinema» in cui negli anni ’30-’40 vengono formulate le riflessioni che porteranno il cinema italiano verso il neorealismo. Concludendo il capitolo con l’analisi di Uomini e no e La terra trema, Leavitt ricollega i dibattiti critici dei decenni precedenti a due delle opere più rappresentative, dimostrando come in esse convergano gran parte delle influenze culturali che generarono le diverse definizioni di neorealismo.

Nel secondo capitolo viene affrontata l’annosa questione della periodizzazione del neorealismo: Leavitt approccia il tema rievocando il cambiamento di paradigma che, a partire dagli anni ’90, ha portato a una maggiore enfasi critica sulle continuità tra cultura del periodo fascista e dopoguerra. L’autore propone un riesame di tale bilancio, offrendo una valutazione basata sugli standard riformisti politici, sociali e culturali che caratterizzarono il periodo della ricostruzione. Attorno alle analisi di Caccia tragica di De Santis e Il sentiero dei nidi di ragno di Calvino, l’autore costruisce un convincente bilanciamento tra continuità col passato fascista e spinte innovatrici postbelliche: la sua conclusione propone un neorealismo che, a partire dalla riconsiderazione (e non rifiuto) delle proprie origini fasciste, immagina la trasformazione culturale del paese futuro.

La caratteristica rappresentazione della Storia propria delle opere neorealiste occupa il terzo capitolo: Leavitt indaga gli strumenti concettuali attraverso i quali il neorealismo, in lavori come Cronaca di L. Trieste e Ladri di biciclette, si propone di sovrapporre esperienza individuale e senso storico. Tra cronaca e tragedia, e passando dal particolare all’universale, gli autori neorealisti tentarono di andare oltre gli imperativi crociani – non riuscendo tuttavia a districarne le strutture storicistiche. La conversazione culturale ricostruita nel capitolo permette di rivalutare il vocabolario teorico impiegato dai maggiori protagonisti del momento neorealista: Vittorini, Bo, Calvino, Zavattini, vengono letti da Leavitt alla luce di un dibattito che, a distanza di oltre 70 anni, risulta poliedrico sebbene inconclusivo.

Nel quarto e ultimo capitolo a essere sottoposto a un’esaustiva analisi è il concetto di “coralità” che avvolse l’aspirazione al riscatto nazionale nel periodo post-Liberazione. I lavori di Alfonso Gatto ed Aldo Vergano vengono esaminati alla luce delle loro ambizioni politiche e sociali: il tenore di tali rivendicazioni artistiche permette a Leavitt di interpretare il neorealismo come una reazione a una crisi culturale, nelle parole di De Sica «un vasto movimento collettivo, di tutti». La funzione sociale del neorealismo diventa quindi la naturale conseguenza della rappresentazione della storia analizzata nel capitolo precedente.

Il meticoloso lavoro di ricerca svolto da Leavitt fa del testo un caposaldo della letteratura critica sul neorealismo: la ricostruzione del dibattito culturale che accompagnò lo sviluppo dei vari neorealismi artistici offre un approccio nuovo e stimolante, che non mancherà di generare riletture critiche di opere fondamentali per il Novecento italiano.

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