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rivista semestrale

anno XXXIII - terza serie

numero 83

gennaio/giugno 2021

Cecilia Benaglia, Engagements de la forme. Une sociolecture des oeuvres de Carlo Emilio Gadda et Claude Simon

[ Classiques Garnier, Paris 2020 ] 

Nel rendere conto delle profonde trasformazioni che segnarono il campo della produzione letteraria in Italia e in Francia all’altezza degli anni Cinquanta, Benaglia elegge a proprio oggetto di indagine le opere di Carlo Emilio Gadda e di Claude Simon. Le esperienze dei due autori rifettono un esplicito rifuto della funzione civile dello scrittore, attestandosi su posizioni periferiche rispetto alla logica dominante nel campo letterario del tempo. 

L’affinità delle posizioni di intellettuali quali, ad esempio, Vittorini in Italia e Sartre in Francia nel promuovere una letteratura socialmente impegnata (engagée) induce l’autrice a orientare la propria indagine secondo una prospettiva di «synchronisation transnationale», nel contesto della quale le traiettorie di Gadda e di Simon sono assunte, per contrasto, come indicatori di questa radicale ridefnizione delle coordinate dello spazio letterario. 

Benaglia parte dall’assunto per cui uno scrittore, tramite le proprie scelte di genere, di forma e di contenuto, compie una serie di operazioni distintive tali da assumere una posizione nel contesto sociale di riferimento oltre che su un piano discorsivo. Le due dimensioni, quella storico-sociologica e quella retorico-letteraria, sono defnite, secondo un modello teorico esplicitamente bourdieusiano, come due momenti «epistemologicamente vicini». In questa prospettiva, le posizioni enunciative assunte da Gadda e da Simon – posizioni che, seppur distanti sotto molteplici aspetti, si contraddistinguono per l’autonomia rispetto a qualsiasi forma di affliazione ideologica – fanno sì che la loro immagine si costituisca discorsivamente per opposizione al modello assertivo, didattico e testimoniale dello scrittore impegnato. La specificità della postura dei due autori emerge appunto in reazione all’engagement

La prima parte del volume è dedicata alla ricostruzione storica di quelle dinamiche che regolano lo spazio dei possibili letterari in ambito italo-francese tra gli anni Cinquanta e Sessanta. A prova dell’unità del campo transnazionale da un punto di vista teorico, l’autrice rileva quindi nella seconda parte la ricorrenza di specifche categorie critiche nel dibattito intellettuale entro il quale si realizza la ricezione delle opere dei due autori. I punti di contatto tra le traiettorie di Gadda e di Simon inducono a postulare un’omologia particolarmente evidente a livello della ricerca linguistica e formale. 

Dall’analisi comparata delle opere pubblicate in questi anni emerge, nella terza e ultima parte, l’esistenza di una dimensione sociale che non è referente esterno della scrittura ma che si fa elemento intrinseco di qualsiasi discorso che abbia, come nel caso dei due autori in questione, come proprio fne quello di rappresentare la realtà. Un engagement de la forme per cui la forma e, quindi, la rifessione sullo strumento linguistico, si profla come forza attiva di rappresentazione del mondo sociale e come luogo privilegiato di espressione critica. 

Inserendosi in un cantiere di ricerca internazionale impegnato nella rifessione sulla storiografa letteraria in termini sociologici, l’autrice riesce nell’impresa di restituire il quadro ampio e articolato entro cui si inscrivono le sperimentazioni formali di Gadda e di Simon, dimostrando come le scelte di un autore vadano sempre valutate alla luce di quella rete di interessi, istituzioni, schemi di percezione e di valutazione, rappresentazioni e gerarchie di valori che, in termini bourdieusiani, orientano le logiche del campo di produzione e defniscono le regole dell’arte

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