Vasilij S. Grossman, "Vita e destino", 1980

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Marco Bresciani

• Questo articolo si propone di rileggere Vita e destino alla luce della più recente ricerca sulla storia dell’Europa centro-orientale nel XX secolo, cercando di dimostrare l’importanza di Vasilij Grossman per una nuova comprensione del totalitarismo e della Shoah. L’opera del romanziere ucraino ebreo, irriducibile alle memorie pubbliche dominanti della Seconda guerra mondiale, spinge gli storici ad una riflessione radicale sul senso della guerra tra Hitler e Stalin nell’esperienza storica europea, attraverso la prospettiva insieme eccentrica e rivelatrice della battaglia di Stalingrado.

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"Atlanti della contemporaneità" (intervista a cura di Isabella Mattazzi)

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• Il tema di questa intervista al filosofo e storico dell’arte Georges Didi-Huberman è il rapporto tra pensiero politico e oggetto estetico. A partire dall’opera di Pier Paolo Pasolini, e attraverso un serrato confronto con Walter Benjamin e Giorgio Agamben, Didi-Huberman apre a un’idea di sopravvivenza come concetto chiave per una riflessione su quel che resta del nostro passato e come modalità di recupero e conservazione di ciò che sembra condannato alla sparizione.

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"A New Literary History of America"

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Anna De Biasio

• Anna De Biasio legge A New Literary History of America come estrema emanazione della galassia culturalista, da decenni egemone nell’accademia statunitense. Attraverso un confronto con due recenti Storie della letteratura americana, e in particolare con il paradigma neostoricista, si mettono in luce gli elementi di novità e i limiti di un’operazione storiografica che radicalizza principi come la pluralizzazione degli oggetti di studio e la discontinuità nel loro trattamento, convalidando la fine di ogni tradizionale nozione di “letteratura”.

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allegoria62

Per quanto sapessero tutti che in epoche tremende l’uomo non è più artefice del proprio destino e che è il destino del mondo ad arrogarsi il diritto di condannare o concedere la grazia, di portare agli allori o di ridurre in miseria, e persino di trasformare la polvere in lager, tuttavia né il destino del mondo, né la storia, né la collera dello Stato, né battaglie gloriose o ingloriose erano in grado di cambiare coloro che rispondono al nome di uomini; ad attenderli potevano esserci la gloria per le imprese compiute oppure la solitudine, la disperazione, il bisogno, il lager e la morte, ma avrebbero comunque vissuto da uomini e da uomini sarebbero morti, e chi era morto era comunque morto da uomo: è questa la vittoria amara ed eterna degli uomini su tutte le forze possenti e disumane che sempre sono state e sempre saranno nel mondo, su ciò che passa e su ciò che resta.

Vasilij Grossman, Vita e destino

sommario

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Canone contemporaneo

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Il libro in questione

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Insegnare letteratura