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Elena Ferrante in America

Elena Ferrante in America 

Abbiamo pensato di discutere dell’Amica geniale in questa sezione di «allegoria» ospitando un dibattito sulla quadrilogia il più possibile aperto – disponibile cioè a confrontarsi anche con giudizi di valore negativi, purché argomentati – attraverso il punto di vista di undici critici italiani e non, specialisti e non di Elena Ferrante. Tra questi, quattro studiose radicate nella vasta area anglofona analizzano i Neapolitan Novels anche dalla prospettiva del successo internazionale e delle sue ragioni implicite.

Dal sito di "allegoria" è possibile scaricare i saggi di Laura Benedetti e Tiziana de Rogatis.

(Tiziana de Rogatis)

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Metamorfosi del tempo. Il ciclo dell'"Amica geniale"

Chi ha paura di Elena Ferrante? Cosa ha spinto non pochi giurati dello Strega e non pochi giornalisti a reagire in modo scomposto verso la candidatura della scrittrice al Premio? Per quale ragione i suoi libri vengono pressoché ignorati dal dibattito universitario italiano, mentre in Nord America sono al centro di convegni, seminari, pubblicazioni autorevoli? Eppure, la quadrilogia dell’Amica geniale è una delle opere più interessanti di questi anni ed ha riscosso un enorme successo di pubblico in Italia non meno che negli Stati Uniti e nei paesi di lingua inglese.

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Unplotting tragedy. Il fazzoletto rosa e la trama di Adam Bede

Nel 1859 George Eliot pubblica il suo primo romanzo, Adam Bede, che segna non solo la sua nascita come autrice di successo ma anche l’esordio di un progetto artistico basato sulla netta critica di alcune strutture tradizionali che dominavano la produzione romanzesca della sua epoca, prima tra tutte la costruzione drammatica della trama. Attraverso l’analisi di un dettaglio apparentemente superfluo come il fazzoletto di Hetty Sorrel, il saggio si propone di rintracciare quei meccanismi formali che Eliot manipola o scardina al fine di proporre una narrazione capace di aderire alla sua particolare visione del mondo, in linea con i risultati più consapevoli del realismo della sua generazione.

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allegoria73

«Io, io e Lila, noi due con quella capacità che insieme – solo insieme – avevamo di prendere la massa di colori, di rumori, di cose e persone, e raccontarcela e darle forza». 

(Elena Ferrante, L’amica geniale)

«Voglio che lei ci sia, scrivo per questo. Voglio che cancelli, che aggiunga, che collabori alla nostra storia rovesciandoci dentro, secondo il suo estro, le cose che sa, che ha detto o che ha pensato». 

(Elena Ferrante, Storia di chi fugge e di chi resta)

sommario

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Teoria e critica

Il libro in questione

Tremila battute