Modernismo e poesia italiana del primo Novecento

• Negli ultimi trent’anni ha dominato un’interpretazione critica della poesia italiana del Novecento basata su un’idea multicentrica, che ne evidenziava soprattutto le diverse e contrastanti correnti. Queste effettivamente esistono, ma esiste anche un’aria di famiglia che caratterizza la parte più vitale della poesia italiana del primo Novecento. Possiamo chiamare “modernismo” questo tratto comune, condiviso da Ungaretti, Saba e Montale, dai crepuscolari, e in parte dai poeti della «Voce». La poesia modernista si distingue sia dall’avanguardia futurista sia dal classicismo conservatore della «Ronda» e della maggior parte dei «poeti puri»; eredita lo spirito di innovazione di inizio secolo senza fare tabula rasa della tradizione. Il modernismo non è una scuola né una poetica comune; è piuttosto una nuova tendenza, che caratterizza una parte rilevante della poesia italiana dall’inizio del secolo al 1940.

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Tragedia, tragico e romanzo nel modernismo

• All’inizio del XIX secolo, nessun altro genere alimentò una vasta riflessione teorica quanto la tragedia, nonostante essa iniziasse a perdere definitivamente la sua centralità all’interno dello spazio letterario. Il saggio intende affrontare l’opposizione tradizionale tra tragedia e romanzo, individuando alcune delle sue premesse storiche e teoriche e riflettendo sulla scissione tra le teorie tragiche e le pratiche narrative. In particolare, l’autrice mira a riesaminare i mutamenti del paradigma realistico che segnano la narrativa modernista dell’inizio del XX secolo, collegandoli alla rielaborazione di alcune fondamentali istanze proprie della cultura tragica.

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Lo scrittore come intellettuale. Dall’"affaire Dreyfus" all’"affaire Saviano": modelli e stereotipi

• Con J’accuse, nasce la figura dell’intellettuale moderno. La prima parte del saggio, ripercorrendo le tappe dell’impegno di Émile Zola nell’affaire Dreyfus, precisa i presupposti culturali e sociali dell’intervento pubblico dello scrittore-intellettuale, mettendo in discussione una vulgata spesso filologicamente poco attendibile. La seconda parte, attraverso analisi testuali di Gomorra e discussioni del relativo dibattito critico, propone una disamina del “caso” Saviano, con l’intento di verificare le condizioni di possibilità, i limiti e le contraddizioni dell’impegno di uno scrittore-intellettuale di epoca postmoderna.

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Canone contemporaneo

Tremila battute