Vasilij S. Grossman, "Vita e destino", 1980
Marco Bresciani
• Questo articolo si propone di rileggere Vita e destino alla luce della più recente ricerca sulla storia dell’Europa centro-orientale nel XX secolo, cercando di dimostrare l’importanza di Vasilij Grossman per una nuova comprensione del totalitarismo e della Shoah. L’opera del romanziere ucraino ebreo, irriducibile alle memorie pubbliche dominanti della Seconda guerra mondiale, spinge gli storici ad una riflessione radicale sul senso della guerra tra Hitler e Stalin nell’esperienza storica europea, attraverso la prospettiva insieme eccentrica e rivelatrice della battaglia di Stalingrado.

