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Giulio Savelli, Comprendere il caso. Coincidenze significative e narrativa

In questo articolo si sostiene che le coincidenze significative sono eventi reali, ma che ciò non implica condividere la teoria junghiana della sincronicità. L’articolo sostiene inoltre che il pensiero narrativo offre una com- prensione effettiva degli eventi, e che il nucleo di tale comprensione è la coesione narrativa, la cui natura è emozionale, a-logica e fondata su un sentimento di fiducia. Le coincidenze significative sono in conclusione un pattern della comprensione soggettiva della realtà, basato sulla nostra comprensione narrativa del mondo, di cui gli eventi casuali sono parte.

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Franco Baldasso, Diventare stranieri. "Paura della libertà" di Carlo Levi tra storia, redenzione e identità ebraica

Tra i molteplici saggi e recensioni scritti su Cristo si è fermato a Eboli nel primissimo dopoguerra, l’articolo di Eugenio Montale del 2 febbraio 1946 si segnala per un’apertura controcorrente. Anche quando elogiative, infatti, le reazioni all’apparire del Cristo avevano spesso finito per ridurre il libro al dibattito sul Mezzogiorno, e il suo autore alla militanza nel Partito d’Azione. Montale invece punta l’attenzione sull’ultimo capitolo del volume, in cui Levi tira le somme della sua esperienza in Lucania proponendo una revisione radicale della politica moderna imperniata sul concetto di stato nazionale: «Carlo Levi inserisce qui la sua teoria dell’altra civiltà, della civiltà contadina […]. Sarebbe fuori luogo analizzare quanto di utopistico e quanto di realizzabile sia in tali idee, del resto assai dibattute in questi anni. A noi importa solo rilevare che il libro le sopporta senza soffrire, anzi le chiede come un necessario chiarimento: segno di una totale identificazione nella sua materia da parte di chi poté sembrare un giorno un brillante espatriato, irrimediabilmente lontano dalle sue radici…»

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Barbara Julieta Bellini, Tradurre l’extrême contemporain: il romanzo francese in Italia (2005-2015)

Di fronte alla diffusione sempre più vasta della produzione culturale dei paesi anglofoni, la letteratura francese affronta da decenni un rischio di marginalizzazione contro il quale diverse iniziative, editoriali e delle politiche culturali, si sforzano di opporre resistenza. Tuttavia, malgrado l’egemonia dell’inglese, non mancano nelle librerie italiane le prove di un interesse vivo, da parte degli editori, anche per le opere più recenti degli scrittori d’Oltralpe. Per comprendere meglio la portata, le ragioni e le manifestazioni di tale interesse, nel presente articolo osserviamo la presenza della letteratura francese contemporanea nei cataloghi editoriali italiani tra il 2005 e il 2015. Basandoci sulle traduzioni di romanzi contemporanei di tutti i generi e per diverse categorie di lettori, e sulle dichiarazioni che diversi professionisti del mondo editoriale ci hanno concesso, abbozziamo così un panorama, il più elaborato e dinamico possibile, anche se necessariamente frammentario, delle modalità del transfert franco-italiano di romanzi contemporanei.

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allegoria81

Se l’uomo è l’aristotelico animale sociale, dovremmo aggiungere che è un animale che traduce. Fa sottotitoli a un film perché chi non conosce la lingua che vi si parla possa ascoltarla e capirla. Vende un frigorifero accompagnato da istruzioni in dieci lingue perché chi lo compra possa usarlo bene. Mette accanto a chi fa un viaggio ufficiale all’estero chi possa mediare fra due lingue e fra due mondi. Mette accanto a una poesia un’altra poesia: nella lingua in cui è stata scritta la prima volta, e in quella in cui viene riscritta, costruendo un ponte fragile ma indispensabile. 

(Pietro Cataldi) 

 

Teoria e critica

Il libro in questione

Il Presente

Tremila battute