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Tiziano Toracca, Emanuele Zinato - Letteratura e lavoro: Introduzione

A partire dagli anni Novanta il tema del lavoro ha assunto un rilievo notevole nella narrativa italiana contemporanea. Lo dimostrano una serie di concomitanze: la pubblicazione di numerosi testi di vario genere da parte di decine di scrittori di diversa generazione; l’uscita, soprattutto dalla metà degli anni Zero, di una nutrita serie di antologie di racconti e reportage dedicati esplicitamente a questo tema; l’attenzione crescente e sistematica da parte della critica letteraria (a partire soprattutto dalla fine degli anni Dieci); la ricerca di metodologie di analisi e di approcci interdisciplinari destinati a far convergere tra loro scienze umane e scienze sociali; il rinnovato interesse per il dibattito degli anni Sessanta sul rapporto tra letteratura e industria e più in generale per la letteratura industriale;la creazione, nel 2002, di un premio esplicitamente dedicato a opere saggistiche e narrative dedicate al lavoro e l’industria. E un analogo interesse per la rappresentazione del lavoro si riscontra più o meno in questo stesso periodo anche nel cinema e nelle serie televisive.

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Marco Belpoliti - Le Opere di Primo Levi (1997-2018) (a cura di Anna Baldini)

Anna Baldini: Prima di parlare della nuova edizione delle Opere complete di Primo Levi, vorrei fare un passo indietro al 1997, al primo decennale della morte dello scrittore, quando Einaudi pubblica per la prima volta le sue Opere.Nello stesso anno escono un numero della rivista «Riga» dedicato a Levi e, sempre per Einaudi, una raccolta di interviste e un’Antologia della critica.A parte quest’ultima, curata da Ernesto Ferrero, di tutte le altre iniziative editoriali le Opere, il numero monografico di «Riga», la raccolta di interviste sei stato tu il curatore e il promotore. E poiché quelle iniziative editoriali hanno cambiato la prospettiva critica su Levi in Italia, spostando il focus dal “testimone” allo “scrittore”, si può dire che sei stato uno degli intellettuali che hanno contribuito maggiormente a questo cambio di paradigma interpretativo. Oggi nessuno studioso italiano nega che Levi sia uno dei maggiori scrittori del Novecento, ma negli anni Novanta questa idea era tutt’altro che scontata. Come sei arrivato a esercitare quel ruolo nel 1997? E da dove ha preso avvio il tuo interesse per l’opera di Levi? Come è nata l’idea della prima edizione delle Opere?

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Morena Marsilio - Figure della perdita. La scomparsa del lavoro industriale dalla Dismissione allo Stradone

Il saggio indaga la figura della “perdita della fabbrica” nella narrativa italiana sul lavoro dell’ultimo ventennio confrontando tra loro due romanzi emblematici: La dismissione (2002) di Ermanno Rea e Lo stradone (2019) di Francesco Pecoraro. Il primo, di cui si evidenziano le componenti di finzionalizzazione e le frequenti inserzioni metanarrative, è un malinconico resoconto della fine della siderurgia italiana ma anche un “controcanto” operaio per mezzo del quale si rivendicano bellezza, funzionalità, efficienza degli impianti. Il tema della perdita della fabbrica riemerge in forme inattese nel recentissimo Stradone, specie nelle sequenze dedicate alla cultura operaia delle fornaci romane. In questo testo dominano tre dispositivi saggistici e riflessivi: l’iconotesto, il montaggio e l’enumerazione. Lo stradone, in tal modo, viene interpretato come un romanzo-saggio sulla fine del Novecento e sul definitivo “ristagno” delle speranze di emancipazione sociale, in cui l’invettiva prende il posto della malinconia.

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allegoria82

Nei termini di Marx il lavoro chiama in causa nello stesso tempo il regno della necessità e il regno della libertà. Ci sembra che questa ambivalenza possa essere una chiave di lettura dei testi letterari sul lavoro, considerati cioè come formazioni di compromesso rispetto a questa doppia natura del lavoro moderno. Anche quando il lavoro è abbrutimento resta vivo un frammento di senso, e viceversa, anche quando il lavoro realizza l’individuo resta vivo un frammento di estraneità e di asservimento. 

 

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